La sonda Voyager 1 della NASA, lanciata quasi cinquant'anni fa, continua il suo viaggio nello spazio interstellare nonostante l'età avanzata e le difficoltà tecniche. Nei giorni scorsi ha rischiato di andare perduta: tra il 18 e il 19 ottobre ha smesso improvvisamente di comunicare con la Terra. Per due tentativi consecutivi, a distanza di 24 ore, le antenne della Deep Space Network non hanno rilevato alcun segnale.
Comunicazioni ripristinate
Fortunatamente, il 20 ottobre le comunicazioni sono riprese spontaneamente dopo circa 48 ore, senza bisogno di inviare comandi correttivi. Gli ingegneri stanno ancora analizzando l'accaduto, ma hanno individuato un probabile indizio: un gruppo di propulsori si è disattivato, lasciando il compito a quelli di riserva. Un evento che dimostra quanto sia delicato gestire una tecnologia ormai obsoleta a distanze così enormi.
Verso un traguardo storico
Nonostante le difficoltà, Voyager 1 si prepara a raggiungere un obiettivo unico: un giorno-luce dalla Terra, circa 25,9 miliardi di chilometri. Un traguardo che nessun altro oggetto costruito dall'uomo ha mai raggiunto. La sfida energetica è quotidiana: la sonda utilizza generatori termoelettrici a radioisotopi che si esauriscono lentamente, e gli ingegneri devono gestire con attenzione ogni watt disponibile per mantenere attivi gli strumenti scientifici e i sistemi di comunicazione. La recente interruzione è un campanello d'allarme, ma Voyager 1 continua a stupire e a inviare dati preziosi dallo spazio profondo.