La corsa allo spettro radio per il 5G, il futuro 6G e i servizi satellitari deve fare i conti con un limite fisico che non può essere aggirato: alcune frequenze sono assolutamente indispensabili per osservare l'atmosfera, gli oceani e il territorio, e non possono essere semplicemente sostituite con altre bande. È questo il nodo centrale sollevato dall'Unione Internazionale delle Telecomunicazioni (ITU) e dall'Organizzazione Meteorologica Mondiale (WMO), che hanno rivolto un appello congiunto a governi, regolatori e comunità meteorologica affinché proteggano lo spettro radio utilizzato per previsioni del tempo, allerte precoci, monitoraggio climatico e gestione delle risorse idriche.
Un manuale congiunto e un seminario a Ginevra
L'iniziativa accompagna la pubblicazione del nuovo manuale congiunto Use of Radio Spectrum for Meteorology: Weather, Climate, Water and Related Environmental Applications e l'apertura a Ginevra del Global ITU-WMO Seminar on Spectrum Use for Meteorology. Il documento raccoglie indicazioni tecniche, operative e regolatorie per l'uso e la protezione delle bande impiegate da satelliti meteorologici, radar, sistemi di rilevamento dei fulmini, osservazioni da aerei e navi e reti idrologiche. Un compendio che vuole essere uno strumento pratico per chi negozia lo spettro a livello internazionale.
Il vincolo fisico: bande non sostituibili
Il punto cruciale è che molti sensori meteorologici non scelgono liberamente dove operare. Alcune misure dipendono da debolissimi segnali naturali emessi a frequenze specifiche dall'atmosfera, per esempio per ricavare informazioni su temperatura o vapore acqueo. "La meteorologia si basa su bande specifiche, determinate non per scelta ma dalle proprietà fisiche dell'atmosfera stessa", ha spiegato la segretaria generale della WMO, Celeste Saulo. Interferenze su queste frequenze possono quindi ridurre accuratezza e disponibilità dei dati utilizzati per previsioni e sistemi di allerta, con ricadute potenzialmente gravi sulla sicurezza delle persone e sulle attività economiche.
La questione si inserisce nel quadro delle prossime conferenze internazionali, in particolare la WRC-27 (World Radiocommunication Conference 2027), dove verranno ridiscusse le allocazioni di spettro. ITU e WMO chiedono che le esigenze della meteorologia siano riconosciute come prioritarie e che si adottino misure di protezione adeguate, come limiti di potenza e distanze di guardia, per evitare che le emissioni dei futuri sistemi di comunicazione interferiscano con i sensori climatici. La posta in gioco è alta: da un lato la connettività ultraveloce, dall'altro la capacità di prevedere eventi estremi in un contesto di cambiamento climatico sempre più evidente.