Mentre la nuova Tesla Roadster continua a far sognare con i suoi promessi propulsori a razzo, Mate Rimac tira fuori dal cassetto le carte che cambiano la narrazione. Il numero uno di Bugatti Rimac ha pubblicato sui social un video in cui mostra una email aziendale datata 2019: all'interno, i tecnici analizzavano la deportanza statica e i dettagli di uno studio per montare propulsori a gas freddo sulla Nevera. Insomma, l'idea non è poi così originale come sembra.
Razzi? Una vecchia idea di casa
Il documento del 2019 non era isolato: un secondo studio del 2020 approfondiva l'installazione dei razzi a gas sulla hypercar elettrica croata. L'obiettivo dichiarato era estremo: bruciare lo 0-100 in tempi mai visti, arrivando persino a far staccare le ruote da terra grazie alla spinta. Mate Rimac ha però precisato che si trattava di spunti di laboratorio e target di sviluppo, non di optional destinati al listino. La realtà produttiva ha preso il sopravvento.
La scelta della purezza meccanica
Invece di inseguire i razzi di Elon Musk, l'azienda ha deciso di concentrare tutte le risorse sulla Bugatti Tourbillon e sul suo V16 aspirato. Una scelta di posizionamento precisa: da una parte l'estremismo tecnologico americano, dall'altra il ritorno alla purezza meccanica. Impossibile, secondo Rimac, portare avanti entrambi i progetti contemporaneamente senza compromettere la qualità finale.
Nessuna polemica, però. Il manager croato si è detto sinceramente entusiasta dell'audacia di Tesla, definendo il momento attuale del mercato delle hypercar «maledettamente interessante». La convivenza tra follia elettrica e tradizione termica, insomma, è ciò che rende il futuro del settore così vivace. E le email del 2019 restano lì, a dimostrare che le idee migliori non hanno un solo padre.