La missione Dragonfly della NASA ha raggiunto un traguardo cruciale in vista del suo viaggio verso Titano, la luna più grande di Saturno. Il drone ha completato con successo la simulazione più completa del suo primo volo, riproducendo le operazioni di discesa e la ricerca di un punto sicuro per l'atterraggio. Non si è trattato di un volo reale, ma di una prova condotta sui banchi di test computerizzati presso il Johns Hopkins Applied Physics Laboratory (APL) di Laurel, nel Maryland.
Autonomia totale a 80 minuti luce dalla Terra
Il risultato è particolarmente significativo considerando la complessità delle operazioni che Dragonfly dovrà gestire in completa autonomia. L'arrivo su Titano è previsto per il 2034 e, a circa 80 minuti luce dalla Terra, non sarà possibile intervenire in tempo reale per correggere eventuali problemi. La simulazione ha riprodotto una delle fasi più delicate: dopo la separazione dal guscio protettivo posteriore, il drone dovrà esaminare autonomamente il terreno e individuare un sito sicuro per l'atterraggio, affidandosi a un'analisi automatica in tempo reale.
Il test ha utilizzato un'avionica simile a quella di volo e dati simulati provenienti dai sensori reali, tra cui le due telecamere di navigazione NavCam, le unità di misura inerziali e il sistema LiDAR, che misurerà l'altitudine, valuterà la pendenza del terreno e riconoscerà ostacoli. Un emulatore personalizzato, basato su unità di elaborazione grafica, ha generato in tempo reale le scene del paesaggio di Titano rispettando i tempi di esposizione delle fotocamere, compresi tra 20 e 70 millisecondi.
Verso il test con l'hardware di volo
Secondo Zach Putnam, ingegnere capo del sottosistema di mobilità di Dragonfly presso l'APL, il primo volo è la prova più impegnativa perché coinvolge tutti i sensori di volo del lander. Il prossimo obiettivo sarà passare dalla simulazione a una prova con l'hardware di volo effettivo, introducendo deliberatamente guasti per verificare la capacità del drone di gestire anomalie. In parallelo, gli ingegneri di Lockheed Martin in Colorado stanno testando il meccanismo che abbasserà Dragonfly dalla posizione di stivaggio prima della separazione e della discesa finale.
La missione dovrebbe partire non prima del 2028 a bordo di un razzo Falcon Heavy di SpaceX, per un viaggio di circa sei anni. Una volta arrivato nel 2034, il drone trascorrerà circa tre anni esplorando diversi siti per studiare geologia, chimica e atmosfera di Titano, un ambiente chiave per comprendere le origini chimiche della vita. Ma prima dovrà dimostrare di poter gestire autonomamente ogni fase, senza assistenza in tempo reale dalla Terra.