Alphabet ha chiuso il terzo trimestre con risultati che confermano la centralità dell'intelligenza artificiale nella strategia del gruppo. I ricavi consolidati hanno raggiunto 127,6 miliardi di dollari, in aumento del 25% su base annua, mentre il segmento Google Search & other è cresciuto del 12%. Il dato più significativo arriva però dalle parole di Sundar Pichai: il tasso di crescita delle query di ricerca su base annua è il più alto degli ultimi cinque anni.
L'IA alimenta le ricerche (e la pubblicità)
Secondo l'amministratore delegato, gli investimenti in intelligenza artificiale stanno trainando la crescita complessiva delle ricerche, comprese quelle a carattere commerciale, cioè quelle più preziose per il business pubblicitario. «I nostri investimenti in IA stanno guidando la crescita delle query», ha dichiarato Pichai, sottolineando come il ritmo di espansione attuale non si vedesse da mezzo decennio. Un segnale importante per un'azienda che trae dalla ricerca la quota più rilevante delle proprie entrate.
Cloud in forte accelerazione e Gemini oltre il miliardo
La vera sorpresa del trimestre arriva da Google Cloud, i cui ricavi sono saliti del 103% su base annua fino a toccare i 30,7 miliardi di dollari. Numeri che riflettono la domanda crescente di infrastrutture e servizi per l'IA generativa da parte delle imprese. Sul fronte consumer, Gemini ha superato il traguardo del miliardo di utenti mensili, confermandosi uno dei prodotti più diffusi dell'ecosistema Google.
Il trimestre è stato particolarmente intenso anche sul fronte prodotti. Google ha annunciato il modello frontier Gemini 4 Argon, presentato in modo capillare nel corso del mese, ha svelato i primi cinque laptop della linea Googlebook e ha lanciato la serie di smartphone Pixel 11, insieme al nuovo Pixel Watch e al Pixel Tag in arrivo. Non sono mancati ritocchi ai prezzi, come l'aumento per il Google TV Streamer, e il rebranding di NotebookLM in Gemini Notebook.
A completare il quadro, una profonda riorganizzazione della leadership AI: l'ex numero uno di DeepMind, Demis Hassabis, ha assunto il ruolo di presidente. Una mossa che segnala come Alphabet intenda consolidare il proprio vantaggio competitivo in un settore sempre più affollato, dove la capacità di innovare rapidamente fa la differenza sui conti trimestrali.