Deutsche Telekom, Orange, Telefónica e Vodafone hanno firmato una lettera d'intenti per valutare un'offerta congiunta sulle frequenze destinate ai servizi satellitari mobili in Europa, quelle che permettono agli smartphone di collegarsi direttamente ai satelliti senza infrastrutture terrestri. La mossa, pur non citando esplicitamente SpaceX, punta a costruire un'alternativa continentale alla rete Starlink. Al centro della partita c'è la banda a 2 GHz, oggi utilizzata dalle americane Viasat ed EchoStar con licenze in scadenza a maggio 2027.
Come funzionerebbe la rete europea
A fine maggio la Commissione Europea ha proposto di riassegnare la banda con una procedura unica a livello UE: un terzo andrebbe agli usi governativi tramite un operatore europeo integrato con IRIS², la futura costellazione per le comunicazioni sicure dell'Unione, mentre i due terzi commerciali sarebbero divisi a metà tra nuovi operatori europei e aziende di qualsiasi provenienza. I quattro gruppi realizzeranno in Europa le stazioni di terra e le funzioni di coordinamento e monitoraggio, senza investire direttamente in una costellazione, che sarebbe affidata a un partner satellitare ancora da scegliere. Il servizio sarebbe aperto a tutti gli operatori mobili senza discriminazioni e non sostituirebbe le collaborazioni satellitari già attive.
Il nodo irrisolto è che tutte le grandi costellazioni di questo tipo sono oggi statunitensi o cinesi: trovare un partner europeo credibile resta un passaggio obbligato per rendere l'offerta davvero continentale. Washington si era già opposta a marzo, quando il presidente della FCC aveva minacciato misure reciproche, e ieri l'ambasciatore presso l'UE Andrew Puzder ha parlato di ritorsioni “devastanti” per le aziende europee.
Lo scontro con SpaceX e il dossier ucraino
SpaceX sostiene che riservare parte della banda agli operatori europei peggiorerebbe la connettività in Ucraina, dove Starlink è diventato essenziale per le comunicazioni civili e militari dall'inizio dell'invasione russa. In un documento visionato dal Financial Times, l'azienda scrive che la proposta rende molto probabile che gli europei restino senza servizi satellitari diretti allo smartphone, o che i nuovi operatori causino interferenze globali, anche ai servizi di emergenza ucraini. Secondo SpaceX, il piano antepone il Paese in cui ha sede un operatore alle “realtà economiche, tecniche e normative”, ma alcune fonti vicine ai negoziati riferiscono che una parte dei funzionari europei avrebbe voluto limitare deliberatamente proprio Starlink.
Il tema ucraino si è fatto più delicato nelle ultime settimane: questo mese il servizio in Ucraina ha subito interruzioni, in una fase di forte tensione tra Trump e Zelensky. Nonostante la connessione sia tornata, il presidente ucraino ha detto alla NBC che restano limitazioni su Starshield, la versione militare gestita dal Dipartimento della Difesa statunitense, i cui terminali smettono di funzionare su apparecchi che superano i 161 km/h, impattando sull'operatività dei droni ucraini, che non riescono così a intercettare quelli avversari capaci di superare i 500 km/h.