Nel mondo dei picchiaduro moderni, l'arrivo di nuovi lottatori è spesso legato a DLC a pagamento. Ma nei vecchi Tekken, e in particolare in Tekken 3, le cose funzionavano diversamente: i combattenti segreti si sbloccavano giocando, completando determinate modalità e raggiungendo obiettivi specifici. Questo approccio non solo premiava l'abilità, ma aumentava la varietà e la longevità del gioco.
Il combattente segreto che lottava a terra
Tra i vari personaggi nascosti di Tekken 3, ce n'era uno che si distingueva per uno stile di combattimento insolito: lottava quasi sempre a terra. Il suo nome? Gon, il piccolo dinosauro manga, che appariva come personaggio bonus. La sua peculiarità era proprio la posizione: rimaneva spesso sdraiato o accovacciato, rendendolo imprevedibile e difficile da colpire. Un vero e proprio rompicapo per gli avversari.
Gon non era l'unico segreto: c'erano anche Dr. Bosconovitch, Anna Williams e Panda, ma il dinosauro era quello che più incarnava l'idea di un combattente fuori dagli schemi. La sua presenza era un omaggio al manga di Masashi Tanaka e rappresentava una ventata di originalità in un roster già ricco.
Perché oggi non è più così
Con l'avvento delle console online e dei modelli live service, la pratica di sbloccare personaggi giocando è quasi scomparsa. Oggi i picchiaduro tendono a vendere i lottatori come contenuti aggiuntivi, frammentando l'esperienza. Tekken 3 resta un esempio di come il gioco stesso potesse essere una ricompensa, e Gon ne è la prova più bizzarra e affascinante.