Google è finita nel mirino delle autorità finlandesi. L'agenzia per i permessi e la vigilanza, LVV, ha avviato un'indagine su Tuike Finland Oy, la società di progetto controllata dal colosso di Mountain View, dopo che nel comune di Muhos, nella regione dell'Ostrobotnia settentrionale, sono stati abbattuti circa 300 ettari di foresta per far spazio a un nuovo data center dedicato all'intelligenza artificiale.
Un progetto contestato
L'operazione, annunciata mesi fa, aveva già suscitato preoccupazioni tra ambientalisti e residenti. La foresta di Muhos, un'area di grande valore naturalistico, è stata rasa al suolo per costruire l'infrastruttura necessaria a sostenere i carichi di lavoro dell'IA. Secondo quanto riportato, la società non avrebbe rispettato alcune prescrizioni ambientali previste dal permesso, in particolare per quanto riguarda la gestione delle acque e la tutela di specie protette. La LVV sta ora verificando se ci siano state violazioni delle normative finlandesi in materia di tutela del territorio.
Le conseguenze per Google
Se le irregolarità dovessero essere confermate, Google rischia sanzioni amministrative e la possibile sospensione dei lavori. Non è la prima volta che i giganti tech finiscono sotto esame per l'impatto ambientale dei loro data center, ma questo caso è emblematico: la corsa all'IA sta consumando risorse naturali a un ritmo insostenibile. La Finlandia, che punta a diventare carbon neutral entro il 2035, si trova ora a dover bilanciare l'attrazione di investimenti tecnologici con la protezione del suo patrimonio forestale. La vicenda di Muhos potrebbe diventare un precedente importante per regolamentare il settore.