I piccoli droni sono tra le minacce più difficili da contrastare: costano poco, volano a bassa quota e, grazie alle dimensioni ridotte, sfuggono spesso ai sistemi di sorveglianza tradizionali. Una possibile risposta arriva dalla Cina, dove sono stati presentati nuovi droni intercettori guidati dall'intelligenza artificiale, progettati per individuare e neutralizzare altri velivoli senza pilota. Non si tratta di armi pensate per abbattere in modo diretto il bersaglio, ma di una tecnologia simile a quella che si vuole sventare.
La presentazione al Great Wall-2026
L'evento si è svolto durante il Great Wall-2026 International Forum on Counterterrorism, organizzato a Pechino dal 13 al 15 ottobre. Alla manifestazione hanno partecipato oltre 320 esperti e rappresentanti militari provenienti da 62 Paesi, segno di quanto il tema della difesa da minacce aeree a bassa intensità sia sentito a livello globale.
Il problema riguarda tanto le operazioni militari quanto la protezione di infrastrutture e luoghi sensibili. I droni intercettori cinesi sfruttano l'AI per riconoscere, inseguire e neutralizzare i piccoli velivoli nemici in modo autonomo, riducendo i tempi di reazione e la necessità di intervento umano. Una soluzione che potrebbe cambiare gli equilibri nella difesa contro lo sciame di droni, ma che solleva anche interrogativi etici e operativi sull'uso di sistemi autonomi in contesti critici.