La battaglia legale tra OpenAI e Apple si infiamma. L'azienda di Sam Altman ha depositato ieri un documento al tribunale della California in cui accusa un ex dipendente di aver caricato sul proprio account personale oltre 100 file relativi a un prodotto in sviluppo. I file conterrebbero immagini, dati di produzione, informazioni sui fornitori e altri dati riservati. Secondo OpenAI, l'ex dipendente avrebbe poi mostrato il prodotto ad alcuni dirigenti di Apple.
Lo scontro legale
La presentazione sarebbe avvenuta diversi mesi fa. OpenAI sottolinea che, sulla base di quelle informazioni, Apple avrebbe lanciato nuovi prodotti basati sull'intelligenza artificiale, tra cui HomeView. L'azienda di Altman teme che i propri segreti commerciali circolino all'interno di Cupertino, dove gli ingegneri potrebbero utilizzarli per definire i prodotti di prossima uscita, sfruttando il lavoro riservato di OpenAI. Apple, dal canto suo, ha dichiarato di disporre di procedure per garantire che i nuovi dipendenti non utilizzino informazioni riservate dei precedenti datori di lavoro e che non esiste alcuna prova a sostegno delle accuse.
La vicenda si inserisce in un contenzioso più ampio: Apple ha denunciato OpenAI per furto di segreti commerciali, sostenendo che due ex dipendenti, Chang Liu e Tang Yew Tan, passati all'azienda rivale, avrebbero fornito informazioni confidenziali. OpenAI ha deciso di passare all'attacco con una mossa che ribalta l'accusa. Il giudice Edward Davila ha approvato la richiesta di Apple di accedere ai documenti relativi ai colloqui di lavoro che OpenAI ha avuto con i suoi ex dipendenti.
Possibile ingiunzione
Durante l'udienza di ieri, il magistrato ha comunicato che potrebbe emettere un'ingiunzione per impedire a OpenAI di utilizzare le informazioni ottenute dagli ex dipendenti di Apple. Il processo, però, non inizierà prima di giugno 2027. La guerra tra i due colossi dell'AI è solo all'inizio e le accuse reciproche promettono di far discutere a lungo.