Un rapporto di 108 pagine sul valore dell'intelligenza artificiale nelle imprese, commissionato da AWS e analizzato dalla parte di chi ci lavora, mette in luce un paradosso: l'IA fa risparmiare ore di lavoro, ma quasi nessun dirigente è in grado di dire dove finiscano. La ricerca, condotta su un campione significativo di aziende, evidenzia come la produttività aumenti, ma la misurazione del tempo risparmiato resti un punto cieco.
La produttività sale, la misurazione no
Secondo il rapporto, il 76% dei dirigenti intervistati afferma che l'IA ha aumentato la produttività del team, ma solo il 12% è in grado di quantificare con precisione le ore risparmiate. Il restante 88% naviga a vista, senza metriche chiare. Questo gap tra percezione e misurazione rappresenta un rischio: senza dati concreti, è difficile giustificare gli investimenti e ottimizzare i processi.
Il documento, commissionato da AWS, suggerisce che molte aziende adottano l'IA per moda o per pressione competitiva, senza definire obiettivi misurabili. Il tempo risparmiato, quindi, finisce per essere reimpiegato in attività non strategiche o semplicemente disperso. La mancanza di un sistema di tracciamento impedisce di capitalizzare appieno i benefici.
Verso una cultura della misurazione
Per invertire la rotta, il rapporto raccomanda di introdurre KPI specifici per l'IA, come il numero di ore risparmiate per reparto o il ritorno sull'investimento in termini di tempo. Inoltre, è fondamentale formare i manager affinché sappiano leggere e interpretare i dati. Solo così l'IA potrà trasformarsi da semplice strumento di automazione a leva strategica per la crescita.