Microsoft ha avviato ufficialmente la distribuzione di Windows 11 26H2, la nuova versione del suo sistema operativo. Tuttavia, non tutti gli utenti hanno fretta di installarla: una release appena uscita può nascondere incompatibilità o difetti di gioventù, e chi si trova bene con la configurazione attuale ha ottime ragioni per attendere qualche settimana. La buona notizia è che è possibile ritardare o persino bloccare l'arrivo di 26H2 senza dover rinunciare agli aggiornamenti di sicurezza, un aspetto cruciale per mantenere il PC protetto.
Windows 11 Home: sospendere e rallentare gli aggiornamenti
Su Windows 11 Home, il primo passo consiste nel rallentare il ritmo di Windows Update senza escludere le patch necessarie. Basta recarsi in Impostazioni > Windows Update e disattivare l'opzione Ricevi gli aggiornamenti più recenti non appena sono disponibili, se era stata attivata in precedenza. Questa impostazione indica a Microsoft che il PC desidera ricevere per primo le novità di Windows, tra cui ora rientra anche 26H2. Tornando alla configurazione predefinita, la distribuzione automatica viene ritardata, ma le correzioni di sicurezza continuano ad arrivare regolarmente.
Per guadagnare ancora più tempo, è possibile sospendere gli aggiornamenti fino a una data a scelta. Sempre in Impostazioni > Windows Update, cliccare su Sospendi aggiornamenti e selezionare una scadenza nel calendario. La pausa può durare fino a 35 giorni dalla data corrente e può essere rinnovata più volte, sempre entro lo stesso limite. In questo modo 26H2 resta in attesa, ma anche le patch di sicurezza vengono temporaneamente bloccate: un metodo pratico per qualche giorno o settimana, meno indicato per resistere mesi.
Bloccare 26H2 in modo duraturo: Registro e Criteri di gruppo
Per bloccare Windows 11 26H2 a lungo termine senza penalizzare gli altri aggiornamenti, bisogna intervenire sul Registro di sistema. Sebbene non ufficiale su Home, il metodo è supportato su Pro, Enterprise ed Education e consiste nel fissare la versione di destinazione del sistema operativo (ad esempio 25H2) in Windows Update, così che il PC continui a ricevere le correzioni per quella edizione senza tentare di scaricare la successiva. Prima di modificare il Registro, è fondamentale salvarlo: digitare regedit nella ricerca di Windows, aprire l'Editor del Registro, selezionare Computer e andare in File > Esporta, scegliendo di esportare tutto e salvando il file .reg. In caso di problemi, basterà reimportarlo da File > Importa. È inoltre consigliabile creare un punto di ripristino digitando Crea un punto di ripristino nella ricerca e cliccando su Crea nella scheda Protezione sistema.
Una volta prese le precauzioni, aprire regedit e navigare fino alla chiave dedicata, quindi creare i tre valori necessari. Per tornare indietro, sarà sufficiente eliminarli e riavviare il PC. Su Windows 11 Pro, invece, non serve toccare il Registro: la stessa opzione è disponibile nell'Editor Criteri di gruppo locali. Digitare gpedit.msc nella ricerca, poi recarsi in Configurazione computer > Modelli amministrativi > Componenti di Windows > Windows Update > Gestisci gli aggiornamenti offerti da Windows Update. Aprire Seleziona la versione di aggiornamento delle funzionalità di destinazione, attivare il criterio e indicare Windows 11 come prodotto e 25H2 come versione di destinazione. Dopo l'applicazione, Windows Update continuerà a distribuire le correzioni per la versione scelta senza proporre 26H2. Per annullare, basta riportare il criterio su Non configurato. Lo stesso criterio esiste anche su Enterprise ed Education, generalmente gestite a livello organizzativo.
Un'ultima raccomandazione riguarda chi utilizza ancora Windows 11 24H2: evitare di restare ancorati a questa versione. Sulle edizioni Home e Pro, il supporto terminerà il 13 ottobre 2026 e con esso si interromperanno gli aggiornamenti di sicurezza, lasciando il sistema esposto a vulnerabilità. E se l'idea di dover negoziare con Windows Update a ogni nuova release stanca in anticipo, forse è il momento giusto per considerare Linux, tanto più che diverse distribuzioni offrono oggi un'interfaccia simile a Windows, riducendo lo spaesamento per chi decide di fare il grande passo.