Le stelle corona di spine (Acanthaster planci) sono da decenni considerate tra i principali nemici delle barriere coralline: questi grandi e voraci predatori si nutrono dei tessuti dei coralli, lasciando dietro di sé vaste aree di scheletro bianco e desolato. Tuttavia, una nuova ricerca condotta dall'Università di Sydney sta ribaltando questa convinzione, suggerendo che il loro impatto potrebbe non essere del tutto negativo.
Un ruolo inaspettato nella biodiversità
Gli scienziati hanno osservato che, contrariamente a quanto si pensava, gli attacchi delle stelle corona di spine non uccidono sempre l'intero corallo: spesso lasciano dietro di sé tessuto corallino vivo. Queste porzioni sopravvissute possono fungere da veri e propri focolai di rigenerazione, favorendo la diversità genetica e la resilienza dell'intero ecosistema. In altre parole, il predatore creerebbe spazi vuoti che vengono rapidamente colonizzati da nuove specie, aumentando la varietà di coralli e organismi associati.
Lo studio, pubblicato su una rivista scientifica internazionale, mette in luce un meccanismo finora sottovalutato: le stelle corona di spine, con la loro attività di brucatura selettiva, potrebbero mantenere un equilibrio dinamico tra le specie coralline, impedendo a poche specie dominanti di soffocare le altre. Questo fenomeno, noto come disturbo intermediario, è già noto in altri ecosistemi e ora trova conferma anche nelle barriere coralline.
Implicazioni per la conservazione
Queste scoperte non intendono certo minimizzare i danni causati dalle esplosioni demografiche di stelle corona di spine, che restano una seria minaccia per la salute dei reef. Tuttavia, offrono un nuovo punto di vista: in condizioni naturali, questi predatori potrebbero essere parte integrante dell'ecosistema, e il loro ruolo va considerato nelle strategie di gestione. Gli autori suggeriscono che gli interventi di controllo dovrebbero essere mirati a prevenire gli squilibri, piuttosto che eliminare completamente la specie. Una prospettiva che potrebbe rivoluzionare il modo in cui proteggiamo i coralli.