Tesla rallenta in Cina e i numeri fanno rumore. Secondo i dati preliminari della China Passenger Car Association (CPCA), a ottobre la casa di Elon Musk ha venduto all'ingrosso 67.829 vetture prodotte nello stabilimento di Shanghai: si tratta del livello più basso da febbraio, con un calo del 28,88% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso.
Cosa dicono i numeri di Shanghai
La Gigafactory di Shanghai è il cuore produttivo di Tesla per l'Asia e per buona parte delle esportazioni globali. Il dato all'ingrosso comprende sia le auto destinate al mercato cinese sia quelle spedite verso l'estero, quindi una contrazione così marcata può nascondere dinamiche molto diverse tra loro. Il confronto anno su anno risente anche di un effetto calendario: la festa nazionale cinese di inizio ottobre ha ridotto i giorni lavorativi e, di conseguenza, i volumi consegnati.
Domanda debole o export in flessione?
La domanda interna cinese resta sotto pressione: la concorrenza di marchi locali come BYD, Xiaomi e Li Auto è sempre più agguerrita, spesso con prezzi più bassi e modelli aggiornati rapidamente. Allo stesso tempo, anche l'export può aver rallentato per via delle tensioni commerciali e dei dazi introdotti in Europa e in altri mercati. Capire quale delle due componenti pesi di più sarà possibile solo con i dati definitivi, che la CPCA pubblicherà nelle prossime settimane.
Per Tesla il mercato cinese resta strategico, ma il margine di errore si sta riducendo: la società dovrà difendere le quote con promozioni, aggiornamenti di prodotto e una rete di ricarica sempre più capillare. I prossimi mesi saranno decisivi per capire se quello di ottobre è un semplice calo temporaneo o il segnale di una tendenza più profonda.