AMD muove i primi passi verso un supporto ufficiale all'overclock dei processori Ryzen su Linux. L'azienda ha inviato alla mailing list platform-driver-x86 una serie di tre patch per introdurre l'AMD Overclocking Driver (AOD), un modulo che consente al sistema operativo di dialogare con l'interfaccia di overclocking integrata nel firmware delle piattaforme compatibili. Le patch sono state pubblicate l'11 ottobre dall'ingegnere AMD Shyam Sundar S K.
Come funziona il driver AOD
Il driver sfrutta il protocollo Windows Management Instrumentation (WMI), tramite cui il firmware espone le funzionalità di overclocking. I parametri diventano accessibili attraverso sysfs, il filesystem virtuale di Linux, così che le applicazioni di terze parti possano interagire con i controlli senza dover gestire direttamente la comunicazione con il firmware. L'obiettivo è portare su Linux alcune funzioni che su Windows sono disponibili tramite Ryzen Master, senza però trasferire l'applicazione proprietaria sulla piattaforma open source.
La prima versione del driver si concentra su un set limitato di funzionalità. È possibile intervenire sui parametri PPT (Package Power Tracking, il limite di potenza del processore), TDC (Thermal Design Current) ed EDC (Electrical Design Current), che regolano rispettivamente i limiti di corrente sostenibile e di picco. Il driver permette inoltre di leggere gli intervalli e i passi di regolazione supportati e di consultare in sola lettura la frequenza corrente della memoria.
Limiti e prospettive future
È inclusa anche un'opzione per abilitare o disabilitare lo SMT (Simultaneous Multithreading), gestita però tramite firmware e quindi più simile a un'impostazione del BIOS che al parametro di avvio nosmt del kernel. La prima implementazione presenta però limiti operativi: le variazioni di PPT, TDC ed EDC vengono salvate nel firmware ma diventano effettive solo dopo un riavvio, e gli attributi di impostazione sono di sola scrittura, poiché il firmware non restituisce i valori attualmente applicati. Un comportamento diverso rispetto all'interfaccia HSMP, che applica le modifiche subito ma non le conserva dopo il riavvio.
Le patch restano in fase di revisione e non è stata indicata una versione del kernel in cui potrebbero essere integrate. L'approccio ricorda quello adottato con il driver grafico open source amdgpu: AMD fornisce il supporto a livello di sistema, mentre le interfacce grafiche possono arrivare da progetti indipendenti come CoreCtrl. Non è quindi prevista, almeno per ora, una versione di Ryzen Master per Linux: prima di un uso diffuso serviranno il completamento dello sviluppo e il supporto negli strumenti compatibili.