Nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre 2026 l'Italia tornerà all'ora solare: alle 3 del mattino le lancette andranno spostate indietro alle 2, regalando un'ora di sonno in più, almeno sulla carta. Smartphone e dispositivi con aggiornamento automatico si regoleranno da soli, mentre il cambio manuale riguarderà solo i vecchi orologi. Ma il passaggio non è solo una questione di abitudini: riaccende un dibattito che divide scienziati e sostenitori del risparmio energetico.
La scienza preferisce l'ora solare
Dal punto di vista della salute, la ricerca scientifica propende per l'ora solare permanente. Un'analisi pubblicata sul Canadian Medical Association Journal sottolinea l'importanza della luce mattutina per regolare il nostro ritmo circadiano, l'orologio biologico che controlla sonno, veglia e numerose funzioni dell'organismo. Secondo gli esperti, mantenere l'ora solare tutto l'anno garantirebbe un'esposizione più naturale alla luce del mattino, con benefici su umore e qualità del riposo.
Il risparmio energetico resta il nodo
Dall'altra parte, i sostenitori dell'ora legale puntano sui vantaggi energetici: un'ora di luce in più la sera riduce i consumi elettrici, soprattutto nei mesi più caldi. Tuttavia, il dibattito resta aperto e non esiste una soluzione univoca. Mentre l'Unione Europea continua a discutere l'abolizione del cambio stagionale, l'Italia si prepara all'ennesimo passaggio: un'ora di sonno in più, ma anche un promemoria su quanto il nostro benessere dipenda dall'equilibrio tra luce e buio.