La produzione di Apple torna negli Stati Uniti, almeno in parte e solo per alcuni dispositivi. L'azienda di Cupertino ha confermato tramite un comunicato che l'assemblaggio del Mac Mini verrà avviato in Texas entro la fine del 2026, onorando gli impegni presi nell'ambito dell'American Manufacturing Program. L'obiettivo dichiarato è ridurre la dipendenza dai centri produttivi asiatici e limitare le tensioni geopolitiche che ne derivano.
Houston e Foxconn al centro del progetto
Sebbene i dettagli definitivi della trattativa non siano ancora stati resi noti, la produzione dovrebbe essere concentrata a Houston, con l'assemblaggio delle componenti affidato a Foxconn, storico partner di Apple dal lontano 2001. La scelta rientra in una strategia più ampia di diversificazione della supply chain, avviata già da tempo dal colosso californiano per ridurre i rischi legati alla concentrazione produttiva in Asia.
Nessun cambio per l'Europa
Le unità di Mac Mini assemblate negli Stati Uniti resteranno confinate al mercato americano, mentre il resto del mondo continuerà a rifornirsi dai centri di produzione asiatici già attivi da anni. Non ci saranno quindi ripercussioni per l'Europa. La notizia non coglie del tutto di sorpresa: già nei primi mesi del 2026 Sabih Khan, responsabile delle operazioni di Apple, aveva anticipato che le unità prodotte su suolo americano sarebbero state riservate esclusivamente a quel mercato.
Restano però alcune incognite. La prima riguarda i costi di produzione, che potrebbero risultare più elevati rispetto alla controparte asiatica. La seconda concerne il volume effettivo di unità che verranno assemblate negli stabilimenti statunitensi, dato ancora non specificato. Apple dovrebbe fornire ulteriori aggiornamenti nelle prossime settimane, chiarendo i dettagli operativi e commerciali dell'iniziativa.