Il verdetto è arrivato e non lascia margini di interpretazione: secondo l'Emissions Gap Report dell'UNEP, il superamento della soglia di 1,5 °C di riscaldamento globale rispetto ai livelli preindustriali è ormai imminente e inevitabile. Il rapporto, tra i più autorevoli nel panorama climatico internazionale, certifica quello che la comunità scientifica temeva da tempo: gli sforzi di riduzione delle emissioni finora messi in campo non sono sufficienti a evitare il superamento del limite fissato dall'Accordo di Parigi.
Dalla prevenzione alla gestione dell'overshoot
Il cambio di paradigma è netto. Se fino a ieri l'obiettivo primario era scongiurare il superamento, ora i negoziati in vista della COP31 spostano il focus su un'altra priorità: gestire la fase di overshoot, cioè il periodo in cui la temperatura globale resterà temporaneamente oltre la soglia critica. La strategia indicata dal rapporto punta a ridurre al minimo il picco termico attraverso due leve principali: tagli aggressivi alle emissioni di gas serra e un ricorso sempre più strutturato alle tecnologie di cattura del carbonio.
Le implicazioni per il futuro del pianeta
Le conseguenze pratiche sono rilevanti: ogni frazione di grado in più durante la fase di overshoot si traduce in eventi estremi più frequenti e intensi, pressione sugli ecosistemi e rischi crescenti per le economie più vulnerabili. Il messaggio dell'UNEP ai governi è chiaro: non si tratta più di scegliere se superare 1,5 °C, ma di quanto e per quanto tempo. La rapidità con cui verranno implementati i tagli alle emissioni e lo sviluppo delle soluzioni di cattura del carbonio determinerà la durata e la gravità di questa fase critica.
In vista della COP31, il negoziato si preannuncia complesso: da un lato la necessità di mantenere alta la pressione sulla decarbonizzazione, dall'altro la consapevolezza che le tecnologie di rimozione della CO2 richiedono investimenti massicci e tempi di dispiegamento non immediati. Il futuro del pianeta, insomma, si gioca tutto nella capacità di contenere i danni di un riscaldamento che, a questo punto, appare in larga parte già scritto.