Watch Dogs sembra destinato a restare in un limbo creativo. Sono passati sei anni dal lancio di Watch Dogs Legion e, nonostante il franchise sia considerato ancora rilevante, Ubisoft non ha intenzione di riportarlo sulle scene nel prossimo futuro. A confermarlo è stato il CEO della società, Yves Guillemot, durante un recente meeting finanziario con gli azionisti.
Un franchise importante ma non prioritario
Guillemot ha spiegato che Watch Dogs rimane un marchio di valore per Ubisoft, ma al momento non rientra tra le priorità strategiche dell'azienda. La serie, lanciata nel 2014 con il primo capitolo, ha conquistato milioni di giocatori grazie all'idea di un mondo aperto hackerabile e a protagonisti capaci di manipolare l'infrastruttura digitale delle città. Tuttavia, dopo tre episodi principali e diversi aggiornamenti, il silenzio attorno al brand è diventato assordante.
Perché Watch Dogs è sparito dai radar
Le dichiarazioni del CEO arrivano in un momento in cui Ubisoft sta concentrando le proprie risorse su altre proprietà intellettuali, come Assassin's Creed, Far Cry e il rilancio di serie storiche. Il colosso francese sta attraversando una fase di riorganizzazione, con l'obiettivo di tornare a crescere dopo anni complessi. In questo scenario, riportare in vita Watch Dogs richiederebbe un investimento significativo e una visione chiara, che al momento non sembrano essere in cantiere.
I fan dovranno quindi accontentarsi dei capitoli esistenti, almeno per ora. La speranza è che, in futuro, Ubisoft decida di riprendere in mano quel mondo fatto di sorveglianza di massa e hacktivismo, magari con un progetto capace di rinnovare la formula. Per il momento, però, Watch Dogs resta ufficialmente in pausa.