Quando Sony ha annunciato le cuffie WH-1000XM4C, la perplessità è stata immediata: un restyling di prodotto di solito porta con sé almeno un paio di miglioramenti significativi. Eppure, a parte qualche ritocco marginale, le XM4C sono sorprendentemente simili alle WH-1000XM4 del 2020, tanto da riutilizzare lo stesso processore per la cancellazione attiva del rumore. Dopo averle provate, però, la logica dietro questa scelta appare chiara: non siamo davanti all'avanguardia tecnologica, ma a cuffie eccellenti che offrono prestazioni vicine alla flagship attuale WH-1000XM6 a un prezzo molto più contenuto.
Design collaudato e suono che conquista
Ciò che milioni di utenti hanno amato delle XM4 è ancora il cuore delle XM4C: si ripiegano in formato compatto, arrivano con una custodia rigida con zip (ora con passante sul cursore) e montano padiglioni in similpelle morbidi e confortevoli, indossabili per ore senza fastidio. La dotazione di codec resta identica, con SBC, AAC e LDAC per l'audio wireless ad alta risoluzione. Il driver da 40 mm e la firma sonora ricalcano l'originale: bassi pieni ma controllati, medi leggermente coperti che si aprono grazie all'equalizzatore a 10 bande nell'app Sony Sound Connect (prima erano cinque).
Resta anche l'ingresso 3.5 mm, utilizzabile con cancellazione attiva o a cuffie spente se la batteria è scarica, mentre manca il supporto via USB-C per l'ascolto cablato. Le XM4C utilizzano quattro microfoni con il chip QN1 per l'ANC: le prestazioni sono sostanzialmente identiche alle XM4, con una lieve superiorità sulle basse frequenze dovuta ai padiglioni nuovi. Tuttavia, è proprio qui che emergono i limiti del progetto datato: cuffie come le Anker Soundcore Space 2 offrono prestazioni comparabili a metà prezzo, e le stesse XM5 e XM6 isolano meglio su tutta la gamma.
Batteria sostituibile e qualche compromesso
Uno dei punti di forza dichiarati è la batteria sostituibile, requisito delle normative europee in arrivo. Peccato che la batteria di ricambio non sia in vendita in Nord America e che manchino istruzioni ufficiali per la sostituzione fai-da-te. L'autonomia scende inoltre a 27 ore con ANC attivo, contro le 30 delle XM4, ma resta più che sufficiente. Manca il supporto Bluetooth LE e Auracast, un'assenza che speriamo venga colmata via firmware, mentre i controlli touch capacitivi funzionano bene ma non battono i pulsanti fisici.
Il verdetto finale è positivo: a 300 dollari le XM4C non sono un affare imperdibile, ma chi cerca un sostituto delle amatissime XM4 troverà un prodotto solido, comodo e dal suono piacevole. Sony dimostra che un design vecchio di sei anni può ancora dire la sua, a patto di accettare qualche compromesso tecnologico.