Kimi Antonelli è ormai a un passo dalla storia. Il pilota bolognese della Mercedes, che ha appena compiuto 20 anni lo scorso 25 agosto, potrebbe laurearsi campione del mondo di Formula 1 già nella prossima tappa in Messico, persino senza conquistare punti, qualora né Russell né Hamilton dovessero vincere la sfida iridata. Con il trionfo di Austin, l'italiano si è assicurato un posto nel firmamento della massima categoria del motorsport, diventando il primo azzurro dai tempi di Alberto Ascari a conquistare un titolo mondiale e il più giovane di sempre a riuscirci.
Un tabù lungo 73 anni
Se non dovesse accadere in Messico, il numero 12 festeggerà in Brasile, nella città del suo idolo Ayrton Senna. Al di là delle scaramanzie, il traguardo romperebbe un digiuno che per l'Italia dura da 73 anni esatti. Ma la gloria sportiva non è l'unica posta in gioco: i piloti di F1 non ricevono premi diretti da Liberty Media, bensì bonus specifici dai team, legati ai piazzamenti in classifica e alle vittorie conquistate. Si tratta di somme variabili che possono rendere molto ricchi i campioni del mondo.
Cifre da capogiro
Nel 2024, ad esempio, Max Verstappen ricevette dalla Red Bull Racing 15 milioni di dollari solo per i bonus legati alle prestazioni, oltre allo stipendio base di 60 milioni. Non aspettatevi cifre simili per un ragazzo che ha corso appena due annate in F1, ma grazie alle numerose vittorie Kimi percepirà comunque svariati milioni extra da Mercedes. Il suo salario base, secondo Racingnews365, è stimato intorno ai 2 milioni di dollari (circa 1,7 milioni di euro), a cui va aggiunta l'enorme fetta di sponsor che il pilota ha già ottenuto e acquisirà in futuro.
Motorsportmagazine.com ha rivelato che la F1 ha generato un fatturato di 3,9 miliardi di dollari nel 2025, con un utile operativo ante ammortamenti di 946 milioni. Grazie a tali ricavi, i team hanno ricevuto complessivamente circa 1,4 miliardi di dollari, l'11% in più rispetto al 2024. Per questo la conquista del primo posto nella graduatoria costruttori ha un'incidenza fondamentale anche sui bonus dei piloti. Antonelli e Russell non dovrebbero avere problemi, salvo rimonte miracolose dei ferraristi, a conquistare il titolo.
Nella passata stagione Ferrari e Mercedes hanno ottenuto ricavi molto simili: la Scuderia modenese, grazie al bonus di partecipazione storica, ha incassato 222 milioni di euro contro i 218,7 della Mercedes. Nel 2026 il team anglotedesco potrebbe sforare i 230-235 milioni. Considerando che Forbes ha stimato per Lando Norris, iridato nel 2025, circa 10 milioni di dollari di bonus dalla McLaren, per Kimi si ipotizza una somma complessiva intorno ai 12 milioni di dollari (10,7 milioni di euro). Il portale Sport e Finanza spinge addirittura a 14 milioni di dollari (12,5 milioni di euro) in caso di doppio riconoscimento Mercedes. Un importo meritato, anche considerati i pochi danni causati alle monoposto della Stella a tre punte.