L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha avviato un'istruttoria su Suno, la società statunitense nota per l'omonimo servizio di intelligenza artificiale per creare musica. Secondo il Garante, alcune clausole dei termini di servizio potrebbero risultare vessatorie, creando un significativo squilibrio tra i diritti e gli obblighi degli utenti. Il comunicato dell'Autorità è apparso piuttosto criptico, così abbiamo analizzato direttamente le condizioni della piattaforma per individuare i punti critici.
Poteri illimitati e modifiche senza preavviso
Suno si riserva la facoltà di modificare contratto, servizio e prezzi degli abbonamenti senza indicare un giustificato motivo, oltre a poter sospendere o cancellare un account con tutti i contenuti in qualsiasi momento, per qualsiasi ragione e senza preavviso. Le clausole estendono inoltre il consenso dell'utente a condizioni aggiuntive non conoscibili al momento dell'iscrizione e limitano la responsabilità dell'azienda, persino per danni alla persona. Sulle modifiche al servizio, Suno promette una comunicazione solo per le novità rilevanti decise dalla stessa società, pur consentendo di chiudere l'account entro 30 giorni in caso di variazione contrattuale.
Diritti d'autore e arbitrati: il vero nodo
Il nodo più spinoso riguarda il diritto d'autore, sbilanciato in modo considerevole verso Suno. Per l'AGCM la licenza concessa dall'utente ha un oggetto troppo indeterminato, di fatto generico e onnicomprensivo. Nei nuovi termini in vigore dal 3 settembre, l'utente resta proprietario dei contenuti ma concede una licenza mondiale, perpetua e irrevocabile che include voce e immagine, rinunciando in modo definitivo ai diritti morali. Questi ultimi comprendono la paternità dell'opera e la facoltà di opporsi a modifiche che ne danneggino onore e reputazione: per la legge italiana sul diritto d'autore sono inalienabili, quindi un contratto non può farli cedere.
Per le controversie, i termini prevedono un arbitrato individuale vincolante e impongono all'utente di rinunciare alle azioni collettive (class action). Quanto alle responsabilità, il tetto ai risarcimenti è il maggiore tra 100 dollari e quanto l'utente ha pagato negli ultimi sei mesi, con l'assenza di riferimenti ai danni alla persona. Ora l'istruttoria dell'AGCM dovrà stabilire se queste condizioni violino il Codice del Consumo, con possibili ricadute sul futuro dell'IA generativa per la musica.