Tesla e SpaceX hanno istituito due comitati speciali per valutare una possibile fusione tra le società guidate da Elon Musk. La conferma è arrivata direttamente dall'imprenditore durante la presentazione dei risultati del terzo trimestre di SpaceX. I comitati, composti da amministratori indipendenti, sono stati creati su richiesta degli azionisti e non vedono la partecipazione dello stesso Musk.
Conflitto di interessi e vantaggi industriali
Musk, amministratore delegato di entrambe le aziende, ha spiegato di non poter prendere parte alle discussioni a causa dell'evidente conflitto di interessi: «Poiché sono una parte in conflitto, non posso effettivamente partecipare alle discussioni dei comitati speciali», ha dichiarato, descrivendo la situazione come una sorta di strano teatro kabuki. Nonostante l'esclusione formale, Musk ha espresso apertamente il proprio favore all'ipotesi, sostenendo che ci sarebbero notevoli vantaggi nel fondere le aziende, dalla collaborazione sullo sviluppo di software di Super Intelligence alla progettazione di chip, fino al progetto TeraFab, alla robotica, al trasporto di masse in orbita tramite la costellazione Starmind e alla connettività.
Ostacoli e nodi aperti
Le discussioni sono ancora in fase preliminare e i due comitati non hanno raggiunto un accordo sui termini dell'operazione, quindi non c'è alcuna garanzia che la fusione venga effettivamente realizzata. Anche in caso di intesa, il passaggio successivo sarebbe il voto degli azionisti: lato Tesla, Musk ha spiegato che l'operazione richiederebbe il sostegno del 50% di tutte le azioni esistenti, non soltanto di quelle rappresentate al voto, una soglia che lo stesso Musk ha definito particolarmente difficile da raggiungere. La governance sarà uno dei nodi centrali di qualsiasi accordo, insieme alla struttura finanziaria della transazione e al rapporto di forza tra gli azionisti delle due società.
Secondo le stime citate, una fusione tra Tesla e SpaceX potrebbe dare vita a una società con una valutazione superiore ai 3.600 miliardi di dollari. Resterebbe però da capire quale delle due aziende finirebbe per assorbire l'altra. Se fosse Tesla ad acquistare SpaceX, la casa automobilistica dovrebbe probabilmente emettere una grande quantità di nuove azioni, diluendo la partecipazione degli attuali azionisti. Allo stesso tempo, SpaceX ha un fabbisogno di capitale particolarmente elevato per sostenere i propri programmi di lancio e sviluppo, con investimenti annuali nell'ordine di decine di miliardi di dollari, il che potrebbe limitare le risorse disponibili per le attività tradizionali di Tesla, come nuove fabbriche, produzione di batterie e sviluppo automobilistico.
L'ipotesi di una fusione circola già da mesi. In una nota pubblicata all'inizio del mese, Barclays ha suggerito che un'eventuale combinazione tra Tesla e SpaceX potrebbe essere annunciata prima dell'assemblea annuale degli azionisti Tesla, prevista per il 3 dicembre. Per ora, però, non c'è alcuna decisione definitiva.