Il motore di ricerca verde Ecosia ha deciso di voltare pagina nel campo dell'intelligenza artificiale. Dopo aver inizialmente puntato su Mistral, la società tedesca ha annunciato l'abbandono dei modelli francesi a causa di problemi tecnici e di una qualità giudicata insoddisfacente. Al loro posto, Ecosia adotterà una piattaforma che integra sistemi AI open source di origine cinese, tra cui Qwen, GLM e Kimi. La scelta rappresenta una significativa inversione di rotta rispetto alle aspettative iniziali.
I motivi dell'abbandono
Secondo quanto dichiarato dal CEO Christian Kroll, i modelli di Mistral non avrebbero garantito le prestazioni promesse, con difficoltà tecniche che hanno reso impossibile un'integrazione stabile ed efficiente. «La qualità era deludente», ha spiegato Kroll, sottolineando come l'azienda avesse investito tempo e risorse in una soluzione che non ha ripagato le attese. La decisione di passare a modelli cinesi open source è stata quindi dettata dalla necessità di offrire un servizio più affidabile e performante agli utenti.
Vantaggi economici e prestazioni
Kroll rivendica ora un dimezzamento dei costi e un miglioramento tangibile delle prestazioni grazie all'adozione dei modelli asiatici. Qwen, GLM e Kimi, sviluppati da aziende come Alibaba e Zhipu AI, si sono dimostrati più flessibili e adatti alle esigenze di Ecosia, che punta a un'AI accessibile e sostenibile. La piattaforma scelta permette inoltre di mantenere un approccio open source, in linea con la filosofia di trasparenza del motore di ricerca.
Questa mossa riaccende il dibattito sulla sovranità tecnologica europea. Mentre l'Unione Europea spinge per ridurre la dipendenza da attori extracomunitari, Ecosia sceglie di guardare a est, evidenziando come le alternative cinesi stiano diventando sempre più competitive. La vicenda potrebbe spingere altre aziende europee a riconsiderare le proprie strategie, privilegiando l'efficienza e i costi contenuti rispetto a considerazioni puramente geopolitiche.