Una vulnerabilità rimasta nascosta per 16 anni torna a far parlare di sé e mette in allarme il mondo delle reti domestiche e aziendali. Il problema risiede nell'implementazione proprietaria dello standard 802.11 sviluppata da Broadcom, uno dei principali fornitori di chip Wi-Fi al mondo. La falla consente a un attaccante che si trovi semplicemente nel raggio di copertura della rete di eseguire codice arbitrario su router e access point, senza bisogno di conoscere password o credenziali di accesso.
Come funziona l'attacco
Secondo quanto ricostruito dai ricercatori, la debolezza si annida nella gestione di alcuni frame di controllo del protocollo wireless. Inviando pacchetti appositamente costruiti, un malintenzionato può sfruttare un errore di elaborazione nel firmware e ottenere l'esecuzione di istruzioni sul dispositivo bersaglio. Il tutto avviene via etere, senza contatto fisico e senza autenticazione: basta essere abbastanza vicini al router o all'access point preso di mira. Una condizione tutt'altro che rara in ambienti affollati come uffici, centri commerciali o condomini.
Chi è esposto e cosa fare
Il numero di dispositivi potenzialmente coinvolti è enorme, perché i chip Broadcom sono montati su migliaia di modelli di router, range extender e access point distribuiti da decine di marchi diversi. La falla riguarda l'implementazione del produttore e non lo standard 802.11 in sé, il che rende la correzione più complessa: ogni vendor deve rilasciare un aggiornamento firmware specifico per i propri prodotti. Gli esperti consigliano di verificare subito la disponibilità di patch sul sito del produttore, di aggiornare il firmware appena possibile e, in attesa della correzione, di ridurre la potenza del segnale o isolare le reti più sensibili. Un promemoria utile: anche le vulnerabilità più vecchie possono tornare a colpire, se i dispositivi restano senza manutenzione.