Le società finanziarie sono sempre più nel mirino dei criminali informatici. Secondo quanto emerso da recenti indagini, gruppi di estorsori stanno mettendo a segno attacchi sofisticati utilizzando una tecnica tanto semplice quanto efficace: telefonare direttamente ai dipendenti sui loro numeri personali. I malintenzionati si spacciano per colleghi o per tecnici dell'assistenza, guadagnano la fiducia della vittima e riescono così a ottenere credenziali di accesso ai sistemi aziendali. Una volta dentro, il passo verso il ransomware è breve.
Il fattore umano come punto debole
Gli attacchi di social engineering sfruttano la psicologia delle persone: la fretta, la cortesia o la paura di sbagliare. I dipendenti, contattati al telefono, non sospettano che dietro la voce amichevole si nasconda un criminale. Fornendo le proprie credenziali, aprono la porta a intrusioni che possono paralizzare intere reti aziendali. Le società finanziarie, che gestiscono dati sensibili e ingenti somme di denaro, sono particolarmente appetibili per i cybercriminali, i quali richiedono riscatti elevati per sbloccare i sistemi.
Difendersi si può: formazione e tecnologia
Per contrastare questa minaccia, le aziende devono adottare un approccio multilivello. Innanzitutto, è fondamentale formare il personale a riconoscere tentativi di phishing e chiamate sospette. In secondo luogo, implementare autenticazione a più fattori e sistemi di monitoraggio degli accessi può limitare i danni anche in caso di credenziali compromesse. Infine, è cruciale avere un piano di risposta agli incidenti aggiornato e testato regolarmente. Solo così le società finanziarie potranno proteggere i propri asset e la fiducia dei clienti.