Tesla alza il sipario sulla fase più concreta del progetto Optimus. L'azienda ha confermato l'avvio della produzione del robot umanoide sulle linee ad alto volume di Fremont, lo stabilimento californiano già utilizzato per le auto elettriche. Un passaggio chiave che segna il salto dalla fase sperimentale a quella industriale, con un obiettivo ambizioso: arrivare a 20.000 robot a settimana.
Qualità industriale, ma il ramp-up è solo all'inizio
Secondo quanto riportato, i primi esemplari prodotti raggiungono già una qualità di livello industriale, segno che il processo di assemblaggio ha superato le criticità iniziali. Nonostante l'entusiasmo, Elon Musk mantiene un profilo prudente: si parla ancora di ramp-up iniziale, ovvero di una fase di rodaggio produttivo che dovrà essere consolidata prima di raggiungere i volumi dichiarati.
Consegne esterne rinviate al 2027
Il numero uno di Tesla ha poi raffreddato le aspettative di chi sperava in un debutto commerciale rapido. Le consegne a clienti esterni sono state infatti rinviate al 2027, un orizzonte temporale che conferma come Optimus sia ancora lontano dall'essere un prodotto pronto per il mercato di massa. Nel frattempo, i robot prodotti a Fremont saranno presumibilmente impiegati all'interno degli stabilimenti Tesla per attività operative e test sul campo.
La mossa di Fremont rappresenta comunque un segnale forte: Tesla vuole trasformare l'umanoide in un prodotto scalabile, non in una vetrina tecnologica. La sfida ora si sposta sulla capacità di mantenere i ritmi produttivi annunciati e sulla reale utilità di questi robot nelle linee industriali. Se l'obiettivo delle 20.000 unità settimanali verrà centrato, Optimus potrebbe diventare uno dei progetti più rilevanti nel settore della robotica umanoide, ma il 2027 resta la data spartiacque per capire se si tratterà di una vera rivoluzione o di una promessa ancora da mantenere.