Il Game Boy Advance di Nintendo è considerato da molti appassionati una delle console portatili più amate di sempre, grazie al suo design orizzontale ergonomico e a un catalogo sterminato di giochi a 32 e 16 bit. Negli anni, diversi produttori hanno provato a modernizzare questa icona, ma secondo la nostra esperienza il nuovo Konkr Pocket Advance di Ayaneo è quello che ci è riuscito meglio. Si tratta di un dispositivo che replica fedelmente l'estetica del GBA originale, ma lo aggiorna con hardware moderno, un display di qualità superiore e la flessibilità del sistema operativo Android, il tutto a un prezzo che sembra quasi un affare.
Ayaneo non è la prima azienda a cimentarsi in un'operazione del genere, ma il Pocket Advance raggiunge un equilibrio quasi perfetto tra autenticità e innovazione. Le dimensioni sono talmente vicine a quelle del GBA originale che tutte le custodie conservate per 25 anni continuano a calzare a pennello. La scocca è interamente in plastica, ma trasmette una piacevole sensazione di solidità grazie a componenti interni aggiuntivi, tra cui una ventola di raffreddamento per il processore MediaTek Helio G90T e una batteria da 4.000 mAh. La versione base da 109 dollari offre 3 GB di RAM e 32 GB di storage espandibile via microSD, mentre con 129 dollari si sale a 4 GB di RAM e 64 GB di memoria interna.
Design e controlli: fedeltà all'originale con qualche extra
Rispetto al Game Boy Advance originale, il Pocket Advance aggiunge otto pulsanti: i tasti azione X e Y e quattro trigger aggiuntivi sul bordo superiore. Il D-pad più grande è un vero piacere da usare, anche se i puristi del retrogaming potrebbero storcere il naso per la sensazione morbida e gommosa dei tasti. In realtà, dopo un po' di pratica ci si abitua a premere con un po' più di forza per registrare i comandi, ma la silenziosità dei pulsanti è un vantaggio non da poco. Lo schermo è un LCD touch da 3,5 pollici con copertura in vetro, risoluzione 960x640 e formato 3:2: ciò permette di scalare perfettamente i giochi GBA (240x160) con un fattore 4x. Per emulare altri sistemi, però, bisogna accettare bande nere laterali o superiori e qualche artefatto di scaling.
La scelta di Android 12 come sistema operativo è ciò che distingue il Pocket Advance dalla concorrenza, spesso basata su Linux. Se da un lato la community Linux offre una vasta libreria di emulatori e app, dall'altro la configurazione può risultare ostica per i meno esperti. Android, invece, rende l'esperienza più familiare a chiunque usi uno smartphone. Ayaneo ha incluso il launcher personalizzato AYASpace, che semplifica l'installazione degli emulatori, ma è possibile accedere anche al Google Play Store o installare APK da altre fonti. Noi abbiamo preferito installare Cannoli, un launcher alternativo che offre un'interfaccia pulita e diversi emulatori preconfigurati, mantenendo la possibilità di tornare ad AYASpace in qualsiasi momento.
Sul fronte dell'emulazione, il processore settantenne (sette anni di età) consente di gestire senza problemi titoli per PS1, Sega Dreamcast, Super Nintendo e Genesis, mentre con PS2 e GameCube si ottengono risultati altalenanti. La mancanza di stick analogici limita l'uso con giochi più moderni. Un menu a comparsa accessibile dal lato destro permette di regolare rapidamente le prestazioni, sacrificando però la durata della batteria. Anche i giochi e le app Android native hanno compatibilità variabile: Teenage Mutant Ninja Turtles: Shredder's Revenge gira egregiamente, mentre Netflix è utilizzabile con qualche compromesso e Disney+ tende a bloccarsi.
Rispetto all'Anbernic RG34XX da 69,99 dollari, il Pocket Advance costa 40 dollari in più, ma li vale tutti: è più potente, ha uno schermo migliore e un D-pad più grande e piacevole. Inoltre, la qualità costruttiva di Anbernic è altalenante, con segnalazioni di problemi di reattività al D-pad. Il Pocket Advance si conferma quindi una delle migliori console portatili retrò attualmente disponibili, ideale per chi vuole rivivere i classici Nintendo con un tocco di modernità, a patto di accettare i suoi limiti e di non pretendere prestazioni da console di ultima generazione.