Huawei e Qualcomm hanno ufficializzato un accordo pluriennale di cross-licensing sulle rispettive proprietà intellettuali. L'intesa copre aree strategiche come 5G, intelligenza artificiale, calcolo e networking, e prevede anche l'acquisto da parte di Qualcomm di alcuni brevetti statunitensi di Huawei relativi a calcolo, AI e reti. L'obiettivo è chiaro: mettere fine a potenziali contenziosi e aprire una nuova fase di collaborazione tecnologica tra le due aziende.
LogicFolding, la tecnologia che sfida le restrizioni
Il cuore dell'accordo è però LogicFolding, un'architettura sviluppata da Huawei per ridurre la dipendenza dai macchinari litografici più avanzati, bloccati dalle restrizioni USA. Secondo una portavoce cinese, Qualcomm ha ottenuto una licenza sui brevetti alla base di questa tecnica di progettazione dei chip. LogicFolding rientra nella Tau Scaling Law e ripensa il layout del semiconduttore distribuendo circuiti logici, analogici e memoria su più livelli attivi sovrapposti. I numeri dichiarati da Huawei sono notevoli: -30% sulla lunghezza delle connessioni, -50% sui clock buffer e -25% sul clock skew, con l'obiettivo di migliorare comunicazione tra unità, densità dei circuiti ed efficienza energetica.
Per Huawei, l'intesa rappresenta un riconoscimento del valore della propria proprietà intellettuale. L'azienda è da tempo tra i maggiori sviluppatori di brevetti al mondo, soprattutto nel wireless, e negli ultimi anni ha spinto per trasformare questo patrimonio in una fonte di ricavi attraverso licenze con aziende straniere. Il rapporto con Qualcomm ha un precedente negli smartphone: prima dell'inasprimento delle restrizioni statunitensi durante la presidenza Trump, Huawei utilizzava chip per smartphone forniti proprio da Qualcomm. Le limitazioni successive hanno spinto l'azienda cinese a fare sempre più affidamento su semiconduttori progettati e prodotti nella filiera cinese.
Le aziende non hanno reso noto il valore economico dell'accordo, ma l'operazione è soggetta alla revisione della Federal Trade Commission nell'ambito dell'Hart-Scott-Rodino Antitrust Improvements Act, che prevede l'obbligo di notifica per operazioni superiori alla soglia di 133,9 milioni di dollari. Huawei prevede che, dopo la conclusione dell'accordo con Qualcomm, il valore complessivo dei propri contratti di licenza brevettuale supererà i 6,9 miliardi di dollari. Un segnale forte della capacità di monetizzazione della proprietà intellettuale cinese, nonostante le pressioni geopolitiche.