Intel non ha intenzione di restare a guardare. Il CEO Lip-Bu Tan, durante la conference call sui risultati del terzo trimestre 2026, ha indicato una strategia chiara per ridurre il divario con AMD: puntare tutto su due nuove famiglie di processori, Nova Lake e Coral Rapids. La prima dovrà colmare le lacune nel segmento desktop di fascia alta, mentre la seconda ambisce a competere ad armi pari con le soluzioni EPYC nel mercato dei data center.
Nova Lake, la carta per il desktop enthusiast
Il primo fronte è quello dei processori per appassionati, videogiocatori e professionisti. Tan ha ammesso apertamente che la gamma attuale ha un vuoto, e che Nova Lake è chiamata a colmarlo. Le Core Ultra 200S basate su Arrow Lake non hanno convinto nella fascia alta, mentre AMD ha rafforzato la propria posizione con le Ryzen 9000 e le varianti X3D, particolarmente apprezzate nel gaming grazie alla cache 3D V-Cache. Intel considera la prossima generazione un passaggio decisivo, con un numero di design win atteso al lancio pari al doppio di quello previsto per Panther Lake.
Il debutto di Nova Lake dovrebbe essere approfondito al CES di gennaio 2027, con un lancio articolato in più fasi: inizialmente le configurazioni desktop con un singolo compute tile fino a 28 core, poi nella parte finale del 2027 i modelli con doppio compute tile che, secondo le indiscrezioni, potrebbero raggiungere 52 core. Tra le novità spicca la cache bLLC (Big Level Last Cache), pensata per contrastare le CPU Ryzen X3D nei carichi sensibili alla latenza, e il supporto alle estensioni APX, che raddoppiano i registri general-purpose da 16 a 32 per migliorare l'efficienza del codice.
Proiezioni incoraggianti, ma da verificare
Le aspettative trovano un possibile riscontro in documenti interni risalenti ad agosto 2026, secondo cui Nova Lake-S potrebbe offrire prestazioni gaming fino al 16% superiori al Core Ultra 9 285K in una configurazione da 285 W con DDR5-8000, e addirittura fino al 33% nella variante 28C DS da 296 W. Il leaker Haze aggiunge un incremento single-thread dell'8% senza bLLC e del 17% con cache attiva, con un contributo APX di circa il 15%. Si tratta però di proiezioni interne, non di benchmark indipendenti, e le condizioni di confronto includono memoria più veloce e limiti di potenza superiori.
Se confermate, queste stime sarebbero un segnale importante per Intel, che punta a rendere Nova Lake competitiva nello stesso terreno dove AMD eccelle oggi. Resta da capire quanto incideranno realmente cache e APX, e quanto sarà aggressivo il posizionamento commerciale. La sfida è aperta, ma stavolta Intel sembra avere le carte in regola per giocarsela.