Intel ha chiuso il terzo trimestre con ricavi pari a 16,5 miliardi di dollari, in crescita del 21% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Un risultato che conferma la solidità del colosso di Santa Clara, nonostante un contesto di mercato tutt'altro che semplice e un comparto PC che continua a mostrare segnali di affaticamento.
Data Center and AI, il vero motore della crescita
A spingere i conti è soprattutto la divisione Data Center and AI, che ha registrato un balzo del 78%. Un dato che racconta bene la corsa all'infrastruttura per l'intelligenza artificiale: i processori Xeon si confermano il cuore pulsante delle architetture server, con una domanda sostenuta da parte di hyperscaler e aziende impegnate nella costruzione di nuovi data center. È questa la vera locomotiva del trimestre, capace di compensare le difficoltà degli altri segmenti.
Il mercato PC rallenta: pesano le memorie
Sul fronte client, invece, il quadro è decisamente meno brillante. Il comparto PC risente di due fattori combinati: da un lato l'aumento dei prezzi delle memorie, che sta comprimendo i margini e frenando la domanda; dall'altro la riduzione degli acquisti da parte dei produttori, sempre più cauti nello stoccaggio di componenti e dispositivi finiti. Un rallentamento che, secondo gli analisti, potrebbe proseguire anche nei prossimi mesi, rendendo ancora più strategico il peso del business legato ai data center.
In sintesi, Intel si ritrova con un profilo sempre più orientato all'infrastruttura e all'AI, mentre il mercato consumer resta in attesa di segnali di ripresa. La sfida per il colosso americano sarà mantenere la spinta sui server senza perdere terreno in un settore PC che, almeno per ora, sembra aver rallentato la corsa.