Il lancio di Artemis II, la missione lunare con equipaggio della NASA, non ha lasciato il segno solo nella storia dell'esplorazione spaziale. Secondo uno studio condotto da un gruppo di ricerca della National Cheng Kung University di Taiwan, il razzo ha generato due estese perturbazioni nell'alta atmosfera, vere e proprie 'voragini' nella ionosfera sopra il continente americano.
Un impatto invisibile ma misurabile
I ricercatori hanno analizzato i dati raccolti durante il lancio, individuando due ampie zone in cui la concentrazione di elettroni nella ionosfera è diminuita in modo significativo. Si tratta di un fenomeno noto come deplezione ionosferica, causato dalle onde acustiche e di gravità generate dalla spinta del razzo durante l'ascesa. Le dimensioni rilevate sarebbero particolarmente estese, tanto da rendere queste anomalie osservabili per diverse ore dopo il decollo.
Perché è importante
Comprendere questi effetti è cruciale per il futuro delle missioni spaziali. Le perturbazioni ionosferiche possono influenzare la propagazione dei segnali radio e GPS, con potenziali ricadute sui sistemi di navigazione e comunicazione. Lo studio taiwanese offre dati preziosi per modellare con maggiore precisione l'impatto dei lanci di razzi pesanti sull'ambiente spaziale vicino alla Terra, un aspetto sempre più rilevante con l'aumento delle attività orbitali.
La ricerca, che sarà sottoposta a peer review, rappresenta un primo passo per capire come i grandi lanci — come quelli previsti dal programma Artemis — possano modificare temporaneamente l'atmosfera superiore. Un promemoria che l'esplorazione spaziale ha effetti che vanno ben oltre il cielo.