Il mondo dell'intelligenza artificiale si nutre di indizi, e nelle ultime ore ne sono circolati parecchi. Tre nomi di modelli linguistici non ancora annunciati ufficialmente sono comparsi in punti insoliti del web: cataloghi software, frammenti di codice HTML e statistiche interne legate a Codex. Si tratta di GPT-6.2 Astra, Claude Fable 5.5 e Mythos 5.5, sigle che hanno immediatamente acceso le speculazioni della community.
Dove sono spuntati i nomi
Secondo quanto ricostruito, i riferimenti a GPT-6.2 Astra sarebbero emersi all'interno di alcune statistiche collegate a Codex, lo strumento di generazione di codice di OpenAI. Claude Fable 5.5 farebbe invece la sua comparsa in un catalogo software legato ad Azure, la piattaforma cloud di Microsoft, mentre Mythos 5.5 sarebbe stato individuato in porzioni di codice HTML. Nessuno di questi ritrovamenti, però, è accompagnato da documentazione tecnica o da comunicazioni ufficiali.
Indizi non equivalgono a lanci
È fondamentale ridimensionare l'entusiasmo: la presenza di un nome in un catalogo o in una pagina web non conferma disponibilità, prestazioni o date di lancio. Può trattarsi di test interni, di stringhe di riserva inserite per errore, di semplici placeholder o persino di voci create ad hoc. Le aziende del settore, del resto, sono solite custodire con cura i nomi in codice dei propri modelli prima dell'annuncio ufficiale.
In attesa di conferme, l'unica certezza è che la corsa ai modelli di nuova generazione resta serrata: OpenAI, Anthropic e gli altri protagonisti continuano a spingere sull'innovazione, e ogni piccolo indizio diventa immediatamente materia di discussione. Per ora, però, Astra, Fable e Mythos restano solo nomi affascinanti in cerca di una verifica concreta.