Il 13 ottobre, insieme alla Stagione 5, è arrivato il nuovo battle pass di Battlefield 6. Nel giro di poche ore, però, l'entusiasmo si è trasformato in un vero e proprio caso. A finire sotto accusa sono alcune ricompense cosmetiche che, secondo numerosi giocatori, presenterebbero chiari segni di essere state generate con intelligenza artificiale.
Gli indizi che non convincono
Gli utenti più attenti hanno notato dettagli sospetti: texture poco definite, elementi ripetuti in modo innaturale e un design che sembra mancare di quella cura artigianale tipica delle skin create dai team interni. Alcuni hanno persino confrontato le immagini con output di modelli generativi come Midjourney o DALL-E, trovando somiglianze preoccupanti. La community non ha preso bene la cosa: sui social e sui forum di settore si moltiplicano le critiche, con molti che accusano EA e DICE di voler tagliare i costi a scapito della qualità e dell'occupazione nel settore artistico.
La reazione dei fan e le possibili conseguenze
La polemica non è solo estetica. Parte dei giocatori teme che l'uso dell'IA generativa possa diventare la norma, portando a contenuti sempre più anonimi e a un progressivo allontanamento dalla direzione artistica che ha reso celebre la serie. Al momento, né Electronic Arts né DICE hanno rilasciato dichiarazioni ufficiali per smentire o confermare l'impiego dell'IA. La vicenda, però, rischia di offuscare il lancio della Stagione 5 e di alimentare un dibattito sempre più acceso sull'uso dell'intelligenza artificiale nell'industria dei videogiochi.