Un itinerario senza sosta, mai più di due notti nello stesso luogo, zaino in spalla e un'umidità che sfiora il 100%. La Thailandia è stata il banco di prova per la Sony A7R VI, la mirrorless full frame ammiraglia della serie A7, affiancata da tre ottiche G Master di eccellenza: il versatile 24-70mm F2.8, il nuovo grandangolo 16-35mm F2.8 e il possente ma ancora trasportabile 100-400mm F4.5.
Una vocazione da studio messa alla prova
Il paradosso è evidente: una fotocamera con una spiccata attitudine da studio e da scatto preparato, forte della sua super-risoluzione da 67 megapixel, è stata piegata a impieghi da street photography nel centro di Bangkok e alle asperità ambientali della giungla nel nord del Paese. Dai mercati affollati alle spiagge delle isole, fino alle sterminate aree verdi costellate di templi antichissimi e moderni, il sensore ha dovuto gestire luce dura, ombre profonde e condizioni climatiche tutt'altro che ideali.
Numeri e ottiche del test sul campo
Gli scatti della gallery raccontano questa sfida con dati tecnici precisi: tempi che scendono fino a 1/30 di secondo a mano libera con il 16-35mm, aperture da F2.8 per i ritratti ambientati e fino a F8 per i paesaggi, con sensibilità che raggiungono ISO 25600 nelle scene più buie della giungla. Il teleobiettivo 100-400mm è stato il più utilizzato, impiegato tra i 100 e i 400mm per catturare dettagli lontani e soggetti naturalistici senza disturbare l'ambiente.
La risoluzione piena di 9984×6656 pixel permette di osservare ogni scatto in dettaglio, anche in piena risoluzione per chi dispone di una buona connessione. La gallery è parte integrante della prova sul campo: un modo per valutare con i propri occhi come la A7R VI si comporti quando la super-risoluzione incontra la strada, la sabbia e l'afa tropicale.