Synology ha lanciato un allarme il 29 ottobre: una nuova ondata di attacchi del ransomware C3RB3R sta prendendo di mira i NAS (Network Attached Storage) che eseguono versioni obsolete del sistema operativo DSM. I criminali informatici sfruttano vulnerabilità note per cifrare i file degli utenti e chiedere un riscatto, mettendo a rischio dati aziendali e personali.
Le falle critiche corrette a settembre
Secondo l'analisi della società di sicurezza 360, gli incidenti finora esaminati sarebbero collegati a due vulnerabilità con punteggio CVSS 9.8, il massimo della gravità. Questi difetti di sicurezza sono stati corretti da Synology nel corso di settembre, ma il problema riguarda chi non ha applicato gli aggiornamenti: i dispositivi fermi alle release del 2024 restano infatti completamente esposti agli attacchi.
Aggiornare subito è l'unica difesa
Synology raccomanda a tutti gli utenti di verificare immediatamente la versione di DSM installata e di procedere con l'aggiornamento all'ultima release disponibile. Il ransomware C3RB3R, una volta penetrato nel sistema, cifra i dati e li rende inaccessibili, causando potenzialmente la perdita definitiva delle informazioni se non si dispone di un backup aggiornato. La raccomandazione è anche quella di disabilitare i servizi di accesso remoto non necessari e di monitorare i log per individuare attività sospette.
L'episodio conferma una tendenza preoccupante: i NAS, sempre più diffusi come centri di archiviazione domestici e aziendali, sono diventati un bersaglio privilegiato per i gruppi ransomware. La manutenzione del software e l'adozione di buone pratiche di sicurezza restano le uniche contromisure efficaci per proteggere i propri dati.