Per anni Apple ha trattato i produttori di memoria flash come fornitori da spremere, imponendo prezzi al ribasso e condizioni contrattuali durissime. Oggi la situazione si è capovolta, e a raccontarlo è un'inchiesta del Wall Street Journal che ricostruisce la rivincita di aziende come Kioxia. Il motore del cambiamento è il boom dell'intelligenza artificiale, che ha spostato la domanda dai dispositivi consumer ai datacenter, riscrivendo gli equilibri di un mercato da miliardi di dollari.
Il prezzo della NAND schizza alle stelle
I numeri spiegano meglio di qualsiasi analisi. Nel 2005 un gigabyte di memoria costava 68 dollari; nel 2023 era sceso a circa cinque centesimi. Oggi la corsa dell'IA lo ha riportato oltre i 30 centesimi, con un balzo del 550%. Secondo TechInsights, nell'ultimo anno i prezzi della flash sono addirittura quintuplicati. Un'inversione che pesa sui bilanci di chi compra e arricchisce chi produce.
Il cambio di gerarchia è netto: due anni fa Apple acquistava quasi il doppio della memoria flash di Microsoft, Amazon, Meta e Google messe insieme. Oggi sono gli hyperscaler a comprare il doppio di Cupertino, e lo fanno con contratti pluriennali a prezzi alti che proteggono i profitti dei produttori giapponesi anche in caso di inversione del mercato. Per un fornitore è una boccata d'ossigeno dopo anni di margini compressi.
Il business degli upgrade sotto pressione
La vera minaccia riguarda il side business più redditizio di Apple: la vendita di storage aggiuntivo. Il WSJ calcola che dal lancio di iPhone e iPad fino al 2025 l'azienda abbia incassato un margine lordo superiore all'80% su ogni dollaro speso dagli utenti per più spazio. Circa 100 milioni di acquirenti hanno pagato per tagli superiori, con picchi di 800 dollari per 1,75 TB extra: oltre 10 miliardi di utile lordo.
L'esempio dell'iPhone 17 Pro è emblematico: chi voleva il doppio dello spazio pagava 200 dollari in più, a fronte di un costo per Apple di circa 15 dollari, oggi salito a 66. Il problema è che con la flash così cara gli utenti comprano comunque il dispositivo, ma rinunciano all'upgrade. Intanto Apple, secondo TechInsights, spenderà quest'anno circa 25 miliardi per la memoria, contro i 6 del 2025, per una quantità quasi identica.