Micron ha annunciato ufficialmente di aver accantonato lo sviluppo delle DRAM con celle 4F², un'architettura su cui l'azienda lavorava da oltre vent'anni. La notizia è stata riportata da fonti di settore e segna la fine di un lungo percorso di ricerca che non ha portato ai risultati sperati. La decisione arriva in un momento in cui i principali competitor come Samsung, SK hynix e la cinese CXMT continuano a investire in tecnologie alternative per aumentare densità e prestazioni delle memorie.
Perché la DRAM 4F² non ha convinto
La tecnologia 4F² prometteva di ridurre le dimensioni delle celle e aumentare la capacità per area, ma si è scontrata con problemi di complessità produttiva e resa. Secondo gli analisti, i costi di implementazione e le difficoltà nel mantenere affidabilità e prestazioni hanno reso l'architettura meno competitiva rispetto alle soluzioni attuali. Micron avrebbe quindi deciso di concentrare le proprie risorse su altre strade, come le DRAM 6F² e le future evoluzioni, per non restare indietro in un mercato sempre più agguerrito.
Impatti sul mercato e prospettive future
L'abbandono da parte di Micron non ferma però la corsa all'innovazione: Samsung e SK hynix stanno esplorando architetture alternative, mentre CXMT punta a recuperare terreno con investimenti massicci. La scelta di Micron potrebbe ridurre la diversificazione tecnologica nel breve termine, ma permette all'azienda di focalizzarsi su soluzioni più mature e redditizie. Resta da vedere se il colosso americano riuscirà a mantenere la propria posizione competitiva senza la carta 4F², o se questa rinuncia si rivelerà un vantaggio strategico.