La sovranità dell'intelligenza artificiale non si riduce alla sola localizzazione dei dati: è il messaggio che emerge dall'intervista a Davide Ricci di Linaro, in vista di SFSCON 2026, l'evento in programma il 13 e 14 novembre al NOI Techpark di Bolzano. L'azienda ha scelto un approccio radicale, separando cloud e modelli in base alla giurisdizione di riferimento, per garantire che ogni elaborazione rispetti i vincoli normativi del territorio in cui avviene.
Tre nodi cloud per tre giurisdizioni
L'architettura adottata da Linaro si basa su tre nodi cloud distinti, ognuno dei quali ospita modelli di intelligenza artificiale open-weight. Questa scelta consente di mantenere la flessibilità tipica dei modelli aperti senza rinunciare al controllo sulla sovranità del dato e del modello stesso. Un gateway centralizzato smista le richieste verso il nodo corretto in base alla provenienza e alla sensibilità dell'operazione, fungendo da punto di controllo unico per policy e audit.
Proteggere il codice riservato con soluzioni locali
Per le attività più delicate, come l'elaborazione di codice riservato, Linaro affianca ai nodi cloud soluzioni locali che non lasciano mai il perimetro aziendale. In questo modo il codice proprietario resta al sicuro, mentre le richieste generiche possono sfruttare la potenza dei modelli open-weight distribuiti. Un equilibrio tra apertura e riservatezza che diventa sempre più centrale per le imprese europee, chiamate a rispettare normative stringenti senza rallentare l'adozione dell'IA.
L'intervento di Ricci a SFSCON 2026 promette di approfondire proprio questo modello, offrendo spunti concreti a chiunque stia progettando infrastrutture di IA sovrana. La separazione per giurisdizione non è più un dettaglio tecnico, ma un requisito strategico per competere nel mercato globale.