La frenetica corsa alla costruzione di datacenter per l'intelligenza artificiale sta offrendo nuove opportunità alle organizzazioni criminali. Negli Stati Uniti, i furti di componenti tecnologici durante il trasporto hanno superato i 100 milioni di dollari da giugno, secondo quanto riportano fonti del settore. I ladri prendono di mira soprattutto server, chip di memoria, cavi e apparati di alimentazione, merce pregiata e facilmente rivendibile sul mercato nero.
Un business da milioni di dollari
L'impennata dei furti è direttamente proporzionale all'esplosione della domanda di infrastrutture per l'IA. Le aziende tecnologiche stanno investendo miliardi nella realizzazione di nuovi datacenter, e la scarsità di componenti critici come le GPU e le memorie ad alta capacità ha fatto lievitare i prezzi. I criminali approfittano dei punti deboli della catena logistica: i camion che trasportano i server diventano bersagli ambìti, spesso intercettati e svuotati nel nulla.
Un fenomeno in crescita
Le autorità statunitensi hanno registrato un aumento significativo dei colpi negli ultimi mesi, con episodi che coinvolgono interi carichi di apparecchiature destinate ai nuovi impianti. Le indagini sono in corso, ma il fenomeno sembra destinato a espandersi anche in Europa, dove la costruzione di datacenter è in forte ritardo ma in rapida accelerazione. Le aziende corrono ai ripari rafforzando la sicurezza dei trasporti e tracciando i componenti con tecnologie GPS, ma la partita è ancora aperta.
La corsa all'IA, insomma, non è solo una sfida tecnologica e industriale: è anche una questione di sicurezza. I furti di componenti informatici rappresentano una minaccia concreta per la filiera e un campanello d'allarme per l'intero settore.