Le cinque basi azotate alla base del materiale genetico sono presenti anche sull'asteroide Ryugu. Lo conferma uno studio pubblicato su Nature Astronomy, in cui un gruppo di ricercatori giapponesi ha identificato adenina, guanina, citosina, timina e uracile nei campioni raccolti nello spazio dalla missione Hayabusa2 dell'agenzia JAXA. Un risultato che amplia la scoperta del 2023, quando era stato individuato soltanto l'uracile.
Le molecole della vita
Le nucleobasi sono molecole organiche azotate che conservano l'informazione genetica. Adenina e guanina appartengono alle purine, mentre citosina, timina e uracile sono pirimidine. Unendosi a zuccheri e gruppi fosfato formano i nucleotidi, i mattoni di DNA e RNA. Trovarle su un corpo celeste primitivo offre indicazioni preziose sulla chimica del Sistema Solare delle origini e sulle condizioni che hanno preceduto la vita sulla Terra.
La sonda Hayabusa2 ha riportato a Terra nel 2020 complessivamente 5,4 grammi di materiale di Ryugu. Campioni preziosi perché raccolti direttamente nello spazio e protetti dalla contaminazione terrestre, un problema che invece riguarda i meteoriti caduti sul nostro pianeta. Per isolare le molecole organiche i ricercatori hanno lavorato in laboratori con condizioni di pulizia estremamente rigorose, sottoponendo il materiale a estrazione con acqua e acido cloridrico e a successivi processi di purificazione. Tutte e cinque le nucleobasi sono emerse nei due campioni esaminati, con concentrazioni complessivamente simili.
Conferme incrociate e differenze chimiche
Già in passato alcuni meteoriti avevano mostrato basi azotate, come il Murchison, caduto in Australia nel 1969, e quello di Orgueil, precipitato in Francia nel 1864. Nel 2025 anche i campioni incontaminati dell'asteroide Bennu, raccolti dalla missione OSIRIS-REx della NASA, hanno restituito tutte e cinque le nucleobasi. Ryugu, Bennu e il corpo progenitore di Orgueil sono resti del Sistema Solare primordiale, capaci di conservare per circa 4,5 miliardi di anni materiali rimasti relativamente intatti.
Il confronto tra i campioni ha però rivelato differenze: Murchison mostra una maggiore abbondanza di purine, mentre Bennu e Orgueil una prevalenza di pirimidine. Secondo i ricercatori un fattore chiave potrebbe essere l'ammoniaca, in grado di condizionare le reazioni che formano le diverse nucleobasi. Nel complesso i risultati indicano che la chimica prebiotica era probabilmente diffusa tra gli asteroidi ricchi di carbonio del Sistema Solare primordiale e che questi composti, trasportati sulla Terra dagli impatti, potrebbero aver contribuito agli ingredienti necessari ai processi chimici che hanno preceduto la comparsa della vita.