Il mercato delle fotocamere tradizionali ha vissuto anni di contrazione costante, complice l'avanzata degli smartphone che hanno assorbito gran parte delle abitudini fotografiche quotidiane. Divario prestazionale, versatilità e costi aggiuntivi di corpo macchina e obiettivi hanno spinto molti utenti ad abbandonare l'hobby. Eppure, secondo una nuova ricerca di MPB, negozio specializzato nella compravendita di fotocamere usate, qualcosa sta cambiando: le vecchie compatte digitali stanno tornando di moda, spinte dalla nostalgia per gli anni 2000 e dalla voglia di pubblicare scatti dal sapore retrò sui social.
La Canon PowerShot G12 guida il rincaro
L'analisi dei prezzi europei condotta da MPB mette in luce rincari sorprendenti. Il primato spetta alla Canon PowerShot G12, lanciata nel 2010: un esemplare in condizioni "pari al nuovo" è passato da 95 euro a fine 2021 a 400 euro a ottobre 2026, con un incremento del 321%. Il produttore giapponese domina la classifica con altri due modelli in forte ascesa: la PowerShot G7 X II è salita da 285 a 665 euro in cinque anni, mentre la precedente PowerShot G7 X del 2014 è passata da 215 a 480 euro.
Non solo Canon: le altre rivalutazioni
Il fenomeno non riguarda soltanto Canon. Nella lista dei modelli che hanno visto rivalutazioni superiori al 90% tra il 2021 e il 2026 compaiono anche la Panasonic Lumix DMC-GM5, la Ricoh GR II e la Fujifilm X-M1. Si tratta di fotocamere compatte digitali che, ancora oggi, possono essere impiegate con soddisfazione da moltissimi utenti, soprattutto se acquistate a prezzi inferiori rispetto alle attuali quotazioni di mercato.
Il ritorno al passato offre un duplice vantaggio: da un lato permette di non affidarsi esclusivamente allo smartphone per catturare immagini, dall'altro dà nuova vita a prodotti che altrimenti resterebbero dimenticati nei cassetti o finirebbero nella spazzatura. Un trend che, tra estetica vintage e sostenibilità, sembra destinato a consolidarsi nel mercato dell'usato.