Qualcomm e Arm si ritrovano di nuovo in tribunale negli Stati Uniti. La causa, che dovrebbe durare appena cinque giorni, ruota attorno a un nodo di licenze e royalty, ma le sue conseguenze potrebbero essere enormi per l'intero mercato dei chip per smartphone. Sul banco degli imputati c'è ancora una volta l'acquisizione di Nuvia da parte di Qualcomm nel 2021, una vicenda che aveva già acceso una prima disputa legale tra i due colossi.
Il nodo delle licenze e la richiesta di Qualcomm
Secondo Qualcomm, nonostante Nuvia possedesse una licenza valida da Arm, la società britannica non avrebbe fornito gli strumenti necessari per testare i propri chip come previsto dal contratto. Per questo, Qualcomm chiede un risarcimento piuttosto pesante: la sospensione dei pagamenti delle royalty per cinque anni. Un colpo che per Arm sarebbe devastante, dato che il suo intero modello di business si basa proprio su queste entrate. Qualcomm non è l'unico cliente, ma è certamente uno dei più grandi.
Il presunto leak che coinvolge Meta
La controversia ha un risvolto che tocca indirettamente anche Meta. Qualcomm sostiene che nel 2024 Arm abbia fatto trapelare la minaccia di interrompere una licenza fondamentale, compromettendo le trattative per una possibile fornitura di chip destinati ai dispositivi dell'azienda di Menlo Park. Stando a Qualcomm, quella fuga di informazioni avrebbe ridotto di circa 170 milioni di dollari il valore finale dell'accordo con Meta. Arm, però, respinge le accuse: l'intesa sarebbe stata modificata semplicemente perché Meta aveva deciso di concentrarsi meno sui visori VR/XR e più sugli occhiali smart.
Il processo sarà rapido, ma le implicazioni potrebbero ridefinire il modo in cui le architetture di CPU e GPU vengono concesse in licenza ai principali produttori di semiconduttori, mettendo in discussione miliardi di dollari di transazioni.