La guerra tra intelligenza artificiale e motori di ricerca tradizionali entra in una nuova fase. OpenAI ha dichiarato che il volume di ricerche gestite da ChatGPT ha raggiunto circa un quinto di quello di Google, un traguardo che ridisegna gli equilibri del settore. L'annuncio arriva mentre il chatbot supera 1,2 miliardi di utenti attivi a settimana, un numero che conferma la crescita esponenziale della piattaforma.
Numeri da capogiro
I dati diffusi da OpenAI non lasciano spazio a dubbi: ChatGPT non è più solo uno strumento di nicchia per appassionati di tecnologia, ma un servizio di massa. Con 1,2 miliardi di utenti settimanali, il chatbot si avvicina ai colossi del web e mette pressione su Google, che da anni domina incontrastato il mercato delle ricerche online. La quota di un quinto delle ricerche di Big G è un segnale forte: gli utenti iniziano a fidarsi dell'IA per ottenere risposte immediate, spesso senza passare dal motore di ricerca.
La pubblicità come nuova frontiera
Ma c'è di più. OpenAI sta puntando sempre più sulla pubblicità per monetizzare la sua piattaforma. L'obiettivo è chiaro: trasformare l'enorme base di utenti in una fonte di ricavi sostenibile, seguendo un modello che ricorda da vicino quello di Google. Se ChatGPT riuscirà a integrare annunci mirati senza compromettere l'esperienza utente, il duello con Big G potrebbe diventare ancora più acceso. Per ora, la partita è aperta e i prossimi mesi saranno decisivi per capire chi avrà la meglio nella corsa all'attenzione degli utenti.