Nothing entrerà ufficialmente nel mercato dei dispositivi IA a dicembre. A confermarlo è stato l'amministratore delegato Carl Pei, che su X ha anticipato l'arrivo del primo prodotto “AI-native” dell'azienda, senza però rivelarne ancora la natura. Le informazioni certe, per ora, sono pochissime: Pei lo definisce uno “strumento” progettato con la stessa attenzione al design che caratterizza gli altri prodotti Nothing, aggiungendo due dettagli rilevanti: non avrà uno schermo e “non avrebbe potuto essere un'app”.
Un teaser e una visione controcorrente
Ad accompagnare l'annuncio c'è soltanto un'immagine teaser nella quale si intravede un angolo nero e arrotondato con il marchio Nothing. Secondo Pei, gran parte del settore sta cercando di individuare il dispositivo che possa rappresentare per l'IA ciò che l'iPhone è stato per gli smartphone vent'anni fa: un unico prodotto capace di rendere la tecnologia immediatamente comprensibile e desiderabile dal grande pubblico. Il dirigente di Nothing ritiene, però, che cercare oggi “l'iPhone dell'IA” sia un vicolo cieco. Il mercato ha già sperimentato diverse forme, dai pendenti ai pin fino agli occhiali e ai dispositivi concepiti come compagni personali, ma non è ancora emerso un formato dominante.
Il contesto è la chiave
Nell'articolo pubblicato su X, Pei ha insistito soprattutto sul tema del contesto che normalmente non raggiunge mai i modelli di IA: conversazioni, idee improvvise e informazioni ascoltate durante la giornata che spesso non vengono annotate perché richiederebbero di tirare fuori il telefono e interrompere ciò che si sta facendo. “Pensa all'ultima volta in cui qualcuno ha detto qualcosa che valeva la pena conservare”, ha scritto Pei. “Tiri fuori il telefono, ma quando rialzi lo sguardo, il momento è già passato. Oppure decidi di lasciar perdere e, a fine giornata, quel pensiero è svanito nel nulla”.
È qui che si crea un divario: l'intelligenza è già a disposizione, ma ciò che manca è il contesto. Colmando questo divario, tutto ciò che l'IA è già in grado di fare diventa infinitamente più utile. E quel contesto non risiede in una finestra di chat, ma vive all'interno degli strumenti che usi e che porti con te ogni singolo giorno. Ciò ha alimentato l'ipotesi che il primo dispositivo possa essere una sorta di registratore o sistema per raccogliere informazioni ambientali, ma Nothing non lo ha confermato.
Un'indiscrezione di ottobre parlava invece di due paia di occhiali smart: uno dotato di fotocamera e funzioni di IA, con integrazione di ChatGPT e traduzione, e un secondo modello senza videocamera, pensato soprattutto come dispositivo audio per musica, telefonate e assistente vocale. Le informazioni precedenti indicavano però il 2027 come possibile finestra di lancio degli occhiali, non dicembre. Non è quindi possibile stabilire se il dispositivo annunciato per il prossimo mese sia uno di questi prodotti o qualcosa di completamente diverso: l'unico elemento compatibile con entrambe le ipotesi resta l'assenza di uno schermo tradizionale.