La guida autonoma rappresenta una delle frontiere più promettenti e complesse della mobilità moderna, con tecnologie in rapida evoluzione e nuovi attori globali che puntano a ridefinire il settore automobilistico. In questo contesto, Italia e Cina hanno deciso di unire le forze avviando un percorso comune che coinvolge ricerca scientifica, industria e istituzioni, con l’obiettivo di sviluppare soluzioni innovative per i trasporti del futuro.
Un memorandum d’intesa tra Roma e Pechino
L’accordo è stato firmato a Pechino tra il Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile (MOST) e il Global Sustainable Transport Innovation and Knowledge Center (GSTIKC), centro cinese dedicato allo studio dei trasporti sostenibili. Il memorandum punta a rendere strutturale la cooperazione tra i due Paesi, superando le semplici dichiarazioni di intenti e prevedendo attività concrete di ricerca, sperimentazione e scambio di competenze.
Il documento individua diversi ambiti strategici di collaborazione, tra cui spiccano guida autonoma, connettività dei veicoli, sistemi C-ITS e cybersecurity, oltre a logistica, aviazione e gestione dei dati. Proprio i sistemi C-ITS, che permettono a veicoli e infrastrutture stradali di comunicare e scambiarsi informazioni in tempo reale, rappresentano un elemento centrale per una mobilità più intelligente e sicura. La condivisione di competenze e standard, insieme alla sperimentazione sul campo, potrebbe accelerare l’introduzione di nuove tecnologie.
Ricerca, imprese e università in campo
Il funzionamento dell’accordo prevede una collaborazione diretta tra i due centri: MOST coordinerà l’accesso alle competenze dell’ecosistema italiano, mentre GSTIKC farà da collegamento tra istituzioni e operatori tecnologici cinesi. Sono previsti studi congiunti, scambi tra ricercatori, iniziative che coinvolgono università e imprese e un seminario annuale dedicato all’innovazione dei trasporti. Un altro aspetto rilevante riguarda la possibilità di partecipare insieme a programmi di ricerca italiani, europei e cinesi, con particolare attenzione alle opportunità offerte da Horizon Europe e dal National Key Research and Development Program cinese, per creare un meccanismo di cooperazione stabile nel tempo.
Alla missione a Pechino ha partecipato una delegazione italiana composta da rappresentanti di MOST, Pirelli, Ferrovie dello Stato Italiane e delle università di Bergamo, Napoli Federico II e Modena e Reggio Emilia. Il panorama cinese era rappresentato, tra gli altri, da Tsinghua University e da aziende attive nella guida autonoma come Pony.ai e Xpeng, già impegnate a esplorare il mercato europeo. La firma è avvenuta durante il China-Italy Workshop on Sustainable Transport Innovation, nell’ambito del Global Sustainable Transport Forum 2026, promosso dal Ministero dei Trasporti cinese.
Nel corso dell’iniziativa, l’onorevole Vinicio Giuseppe Guido Peluffo ha sottolineato l’importanza dello scambio di conoscenze e delle sperimentazioni condivise per una mobilità più sicura e sostenibile, valorizzando le competenze italiane. Gianmarco Montanari, direttore generale di MOST, ha evidenziato il valore strategico dell’intesa, spiegando come la collaborazione con GSTIKC possa creare un canale stabile tra gli ecosistemi italiano e cinese. Per Liu Peng, direttore generale del GSTIKC, il memorandum rappresenta un passaggio significativo per la cooperazione bilaterale nei trasporti, con l’obiettivo di trasformare le conoscenze condivise in progetti concreti.
L’accordo non introduce ancora nuove tecnologie sulle strade italiane, ma crea le condizioni per una collaborazione più stretta tra due ecosistemi che stanno lavorando sul futuro dei trasporti. Saranno le successive attività di ricerca e sperimentazione a mostrare quanto questa intesa potrà tradursi in applicazioni concrete, soprattutto in un settore come quello della guida autonoma, dove la condivisione di competenze e lo sviluppo di standard comuni assumono un ruolo sempre più importante.