La notizia ha del clamoroso: negli uffici di OpenAI a San Francisco è stato scoperto un sofisticato dispositivo di registrazione nascosto dietro un televisore e collegato a una porta USB. A rivelarlo è stato il Dipartimento di Giustizia statunitense, che ha pubblicato le immagini dell'apparecchio. Non si tratta di una microspia da film di James Bond, ma di un modulo acquistabile online per 13,99 dollari. Il responsabile è stato identificato in Abdulrahman Alfozan, un ex dipendente già preso in consegna dall'FBI.
Il dispositivo incriminato
Dalle foto diffuse emerge chiaramente il marchio Seeed Studio. Il modello preciso è lo XIAO ESP32-S3 Sense, un componente grande appena 21x15x17,8 millimetri che integra un microfono e una fotocamera da 2 megapixel. La presenza di un modulo Wi-Fi permetteva la trasmissione dei dati verso l'esterno. Proprio attraverso questo canale Alfozan avrebbe sottratto informazioni riservate a OpenAI. Curiosamente, Seeed Studio aveva recentemente pubblicato un video che mostrava come trasformare il modulo in un dispositivo di intelligenza artificiale, simile al fallimentare Humane AI Pin.
Le prove e le conseguenze
Una seconda immagine diffusa dal Dipartimento di Giustizia mostra Alfozan immortalato il 5 ottobre in un selfie scattato dallo stesso apparecchio, quando era già stato individuato ma non ancora rimosso. L'uomo era entrato nella sala conferenze e aveva guardato dietro al televisore, finendo per essere ripreso. Ora rischia fino a cinque anni di reclusione, tre di libertà vigilata e una multa di 250.000 dollari.
OpenAI ha confermato di aver utilizzato i propri modelli di intelligenza artificiale per analizzare i dati archiviati nel dispositivo e quelli trasmessi, riuscendo così a risalire all'identità del responsabile. Un caso che dimostra come anche strumenti a basso costo possano rappresentare una minaccia concreta per la sicurezza delle aziende tecnologiche.