Il maxi investimento da 13 miliardi di euro di Google in Finlandia finisce sotto inchiesta. Il progetto, il più grande mai realizzato dall'azienda in Europa, prevede la costruzione di data center e infrastrutture digitali per alimentare l'intelligenza artificiale di Gemini e servizi come Search, Maps e YouTube. Ma a Muhos, 250 chilometri a sud di Rovaniemi, i lavori si sono fermati: la polizia di Oulu ha avviato un'indagine penale sulla società che rappresenta Google nel Paese, con l'accusa di danni ambientali legati a irregolarità nei sistemi di drenaggio e alla cattiva gestione delle acque del cantiere.
Un disboscamento da 460 campi da calcio
A far esplodere le proteste è stato l'abbattimento di 250.000 alberi su un'area grande quanto 460 campi da calcio. Secondo gli inquirenti, i lavori sarebbero iniziati prima della conclusione della Valutazione di Impatto Ambientale. Lo stop a disboscamento, scavo, drenaggio e rimozione del terreno ha riguardato anche il secondo sito di Kajaani, dove sono stati rasi al suolo 200 ettari di foresta. Il destino dell'area di Muhos resta ora tutto da decifrare.
Le promesse verdi non bastano
Google aveva annunciato una serie di impegni per ridurre l'impatto dell'operazione: sfruttare l'infrastruttura di rete vicina a fonti di energia a zero emissioni, stipulare accordi di acquisto di elettricità a lungo termine, sostenere progetti energetici locali, collegare un sistema di batterie da 94 MW, collaborare con le comunità e formare nuove competenze sull'AI. Una lista di buone intenzioni che però non ha placato le proteste né fermato l'inchiesta. Il caso finlandese rischia di diventare un precedente scomodo per l'espansione europea dei data center dedicati all'intelligenza artificiale, sempre più affamati di energia e di spazio.