Meta ha rilasciato la versione 10.0 della sua app Muse, introducendo per la prima volta un'interfaccia nativa per iPad. Fino a oggi, l'agente personale di intelligenza artificiale era accessibile solo su iPhone e web, ma con questo aggiornamento Meta compie un passo deciso verso l'ecosistema tablet di Apple, offrendo un'esperienza ottimizzata per schermi più grandi e interazioni multitasking.
Cosa può fare Muse su iPad
La vera novità non è solo estetica: l'app sfrutta le potenzialità del tablet per permettere di delegare attività all'AI in modo più naturale. Muse può gestire richieste come riassumere documenti, redigere bozze di email, organizzare appuntamenti e persino controllare dispositivi smart home. L'interfaccia nativa su iPad include una barra laterale sempre accessibile per le conversazioni e il supporto al multitasking con Split View, così da usare l'AI mentre si lavora su altre app.
Secondo Meta, l'obiettivo è trasformare Muse in un vero assistente proattivo, capace di anticipare le esigenze dell'utente. La versione 10.0 introduce anche una gestione migliorata della memoria contestuale, che tiene traccia delle preferenze e delle attività passate per suggerimenti più pertinenti. Il tutto rimane gratuito, con funzionalità avanzate riservate agli abbonati a Meta AI Plus.
Impatto sul settore e prospettive
L'arrivo su iPad segna una tappa importante nella strategia di Meta nel campo dell'AI generativa. Mentre concorrenti come OpenAI e Google spingono i loro assistenti su più piattaforme, Meta cerca di differenziarsi puntando su un agente personale integrato e su un'esperienza utente fluida. Per ora Muse su iPad è disponibile in inglese e in alcuni mercati selezionati, ma l'azienda promette un'espansione globale nelle prossime settimane. Resta da vedere se gli utenti adotteranno massicciamente questo nuovo modo di interagire con l'AI, ma la direzione è tracciata: delegare sempre più compiti alla macchina, con il tablet come centro di controllo.