Da oggi, 1° aprile 2025, il diesel torna a pagare le accise ordinarie dopo la scadenza dello sconto di 6,1 centesimi al litro introdotto nei mesi scorsi. La misura, che aveva alleggerito il costo del carburante per automobilisti e imprese, non è stata prorogata. Il governo non ha infatti emanato il decreto attuativo necessario per attivare le cosiddette accise mobili, uno strumento che avrebbe permesso di modulare le imposte in base all'andamento dei prezzi internazionali.
Prezzi medi in calo grazie ai price cap
Nonostante il ritorno delle accise piene, i prezzi medi alla pompa hanno registrato una lieve flessione nelle ultime settimane. Il merito va ai price cap applicati dai principali operatori, che hanno contribuito a contenere i listini. Tuttavia, l'effetto dello sconto scaduto si farà sentire già dai prossimi rifornimenti, con un aumento stimato di circa 6 centesimi al litro per il gasolio.
Il governo valuta nuove misure
Palazzo Chigi sta studiando possibili interventi mirati per sostenere le categorie più colpite, come gli autotrasportatori e gli agricoltori. Tra le ipotesi sul tavolo ci sono rimodulazioni temporanee delle accise o bonus specifici, ma al momento non è stata presa alcuna decisione ufficiale. L'obiettivo è evitare un impatto eccessivo sui costi di trasporto e sulla filiera produttiva, già provata dai rincari degli ultimi anni.
In attesa di novità, gli automobilisti dovranno fare i conti con un ritorno al prezzo pieno sul diesel, mentre il dibattito politico sulla fiscalità energetica resta aperto.